Il teen drama estivo ha una sua ricetta collaudata: un posto isolato, una protagonista alla ricerca di sé stessa, un paio di flirt per complicare le cose e una manciata di vecchi scheletri nell’armadio pronti a saltare fuori. Sterling Point – L’isola dei segreti non prova a reinventare nulla, ma evita di suonare come l’ennesima fotocopia. Il merito è di una scrittura più sensibile del solito e di un’atmosfera che preferisce la sostanza alla patina da videoclip.
Disponibile su Prime Video, la serie è creata da Megan Park e prodotta da Josh Schwartz e Stephanie Savage (i creatori di The O.C.). La storia segue Annie, una diciassettenne di New York che, insieme al fratello gemello, scopre di aver ereditato un’isola sul lago Muskoka da un nonno che non ha mai conosciuto. Quella che doveva essere solo una fuga per smaltire la delusione di essere stata rifiutata da un corso estivo, diventa l’occasione per scoprire la verità sulla madre scomparsa e capire perché quella parte di famiglia le sia stata tenuta nascosta per così tanto tempo…
La vita sull’isola

Annie è abituata ad avere sempre tutto sotto controllo: vive a New York, punta a una carriera nell’economia e pensa che con l’impegno si possa pianificare qualsiasi cosa. Quando arriva sull’isola si trova davanti a un mondo opposto al suo: niente campo sul telefono, ci si sposta solo in barca e le giornate trascorrono lente tra bagni al lago e falò la sera. Questo cambio di prospettiva la costringe a fermarsi e a rivedere le sue priorità.
Ma la vera svolta arriva quando inizia a scoprire i segreti della sua famiglia e, soprattutto, quando si scontra con Ramona, una ragazza del posto che considera l’isola la sua vera casa e non ha nessuna intenzione di accogliere a braccia aperte l’ultima arrivata.
Il legame tra le due protagoniste

Anche se la promozione della serie punta molto sul classico triangolo amoroso tra Annie, Ellis e Rory, il vero motore della storia è proprio il rapporto tra le due ragazze. Annie arriva con la convinzione di avere dei diritti perché l’isola è sua per eredità, mentre Ramona l’ha vissuta per anni e difende quel posto a tutti i costi. Da questo contrasto nascono i momenti più riusciti: Amélie Hoeferle è bravissima nel mostrare la rabbia di Ramona senza farne una semplice rivale, facendoci capire quanto in realtà abbia paura di perdere l’unico posto in cui si sente al sicuro. Anche Ella Rubin funziona benissimo: evita di rendere Annie la solita ragazza ricca e viziata, mostrandola come una persona reale con le sue fragilità.
I due ragazzi, Ellis e Rory, rappresentano due mondi diversi: il primo lavora al porto ed è del posto, il secondo appartiene allo stesso ambiente benestante di New York. È una dinamica già vista molte volte, ma la serie ha il pregio di non far girare ogni scelta di Annie solo attorno alla domanda “chi sceglierà alla fine“. Jacob Whiteduck-Lavoie dà a Ellis molta naturalezza, mentre Daniel Quinn-Toye evita di rendere Rory il classico personaggio antipatico. Va detto che i personaggi due ragazzi sono meno sviluppati rispetto alle protagoniste femminili, e in certi momenti la storia d’amore sembra andare avanti più per dovere di trama che per reale necessità. Molto più bella e naturale, invece, la sottotrama romantica che riguarda Ramona.
Quando i segreti aumentano il racconto si appesantisce

La prima parte della stagione trova un bell’equilibrio tra la scoperta dell’isola, le nuove amicizie e il mistero della famiglia di Annie. Quando le rivelazioni iniziano ad accumularsi, però, la serie perde un po’ di quella freschezza.
Ogni segreto sembra aprirne un altro e il passato degli adulti finisce per occupare troppo spazio. Alcune informazioni vengono affidate a lunghi confronti in cui i personaggi spiegano eventi rimasti nascosti per anni con una precisione che risulta poco naturale. Raccontare quelle dinamiche per immagini avrebbe funzionato meglio che affidarle solo a confessioni spiegate a voce. Il mistero rimane comunque coinvolgente, ma il peso del dramma riduce la leggerezza dei primi episodi.
Cosa ne pensiamo in sintesi
Sterling Point - L’isola dei segreti parte da una formula già conosciuta, ma trova una voce propria nel rapporto tra Annie e Ramona e nell’atmosfera sospesa del lago. I troppi segreti appesantiscono la seconda metà, senza però cancellare il fascino della serie.
Pro
- Ella Rubin e Amélie Hoeferle rendono credibile il rapporto tra Annie e Ramona
- L’ambientazione sul lago è sfruttata con grande efficacia
- Il romance non occupa tutto il racconto
Contro
- La seconda parte accumula troppe rivelazioni
- Alcuni dialoghi risultano poco naturali
- Voto CinemaSerieTV
