Selvaggia Lucarelli torna a parlare di Sigfrido Ranucci e lo fa con un lungo intervento pubblicato sul suo Substack ValeTutto. La giornalista ha cercato di fare il punto sulla figura del conduttore di Report, chiarendo un episodio che risale a luglio 2025 e che allora aveva fatto discutere.
Pur dichiarandosi politicamente collocata a sinistra, Lucarelli scrive di aver sempre avuto su Ranucci “delle riserve, sia umane che professionali”. Proprio quelle riserve, spiega, sarebbero state la ragione del suo silenzio durante la presentazione dei palinsesti Rai dello scorso anno.

Nel suo racconto, Lucarelli ricorda il clima di quei giorni, segnati dalle polemiche sul futuro di Report e dalla scelta di Ranucci di non partecipare all’evento in segno di protesta.
“Ero alla presentazione dei palinsesti Rai. Fu l’anno in cui Sigfrido Ranucci scelse di non partecipare in segno di protesta perchè la Rai stava cercando di depotenziare Report. (…) mi trovavo lì in un ruolo piuttosto marginale, ovvero di semplice presenza col cast di Ballando. Mi si avvicinò più o meno solo un giornalista e mi chiese cosa ne pensassi della questione Ranucci. Mi sembrò molto strano, e ad ogni modo risposi che preferivo non commentare”.
Quella mancata risposta, ricorda Lucarelli, venne poi interpretata come un segnale politico.
“Nei giorni seguenti quel video fu rilanciato sui social, ci fu persino chi – tra i giornalisti – mi chiese conto di quella mancata risposta, qualcuno parlò di “gelo”, insomma, fui accusata di poco coraggio. A quanto pare prendere le parti di Ranucci era una specie di obbligo morale, che però quel giorno – chissà perché – avevo solo io, ultima ruota del carro in Rai”.
Nel post su Valetutto Lucarelli precisa che il suo silenzio non dipendeva dal timore di conseguenze professionali.
“Quello che non ho mai detto è che avevo evitato di rispondere non perchè temessi chissà cosa dalla Rai (e cosa mi potevano togliere, dal momento che neppure avevo un contratto?), avevo evitato di rispondere per un’altra ragione: perchè su Sigfrido Ranucci ho sempre avuto molte riserve. Umane e professionali”.
E aggiunge una riflessione sul contesto politico-mediatico di allora:
“Quel giorno, ai palinsesti Rai, non ho detto niente di Ranucci perchè avrei fatto un favore alla destra. E sia chiaro, so che lo sto facendo anche adesso, ma voglio essere intellettualmente onesta”.
Nel resto dell’articolo pubblicato su Substack, Lucarelli affronta anche quello che definisce il “modus operandi” di Ranucci, sostenendo che il giornalista intreccerebbe in modo problematico relazioni personali e lavoro. Nel suo articolo Lucarelli mette in discussione alcuni comportamenti che, a suo dire, sarebbero in contrasto con l’immagine pubblica del conduttore di Report.

Lucarelli torna poi sulla vicenda di Valter Lavitola e sull’episodio dell’attentato denunciato da Ranucci. Sul tema si era già espressa in un’intervista rilasciata a Il Giornale nel luglio scorso, criticando le successive dichiarazioni del conduttore.
“Passare da “Quella bomba poteva uccidere, mia figlia era da poco passata da lì e anche io” a “Se Lavitola ha delle responsabilità sono sicuro che non voleva farmi del male” non può non suonare ambiguo”.
Secondo Lucarelli, quelle parole avrebbero attenuato la gravità dell’episodio.
“Ridurre un atto terroristico e con modalità mafiose a una sorta di bravata o a un messaggio trasversale, qualunque cosa voglia dire questa espressione, sembra quasi una linea difensiva anziché accusatoria. Ranucci difende il presunto bombarolo?”.
La giornalista pone inoltre un interrogativo sul rapporto tra i due: “Perché Lavitola, pregiudicato e uomo dalle mille ombre, è amico fraterno di Ranucci?”.
E conclude sottolineando quella che considera una contraddizione rispetto all’immagine pubblica del conduttore:
“Ranucci ha costruito narrazioni e servizi sulle amicizie pericolose di politici e personaggi pubblici e sull’orrore delle intimidazioni ai giornalisti, e ora minimizza ciò per cui tutti, istituzioni comprese, gli avevano espresso solidarietà”.
Alla domanda se abbia stima di Ranucci, Lucarelli risponde infine: “Anche chi lo stima non può non accorgersi che tutto stride fortemente con la sua consueta intransigenza etica e professionale”.
