Lucio Montanaro, uno dei volti più riconoscibili della commedia all’italiana, è morto oggi, 13 agosto 2026, all’età di 75 anni. L’attore è morto a causa di un malore mentre si trovava nella piscina della sua abitazione. I soccorsi sono intervenuti rapidamente, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile. La notizia della sua scomparsa ha suscitato grande commozione nel mondo dello spettacolo e nella sua Martina Franca.
Nato in Puglia, Montanaro aveva costruito una lunga carriera nel cinema popolare italiano, diventando un caratterista amatissimo dal pubblico. Nel corso degli anni aveva partecipato a più di quaranta film, lavorando accanto ad alcuni dei protagonisti più celebri della comicità nazionale, tra cui Lino Banfi. Sul set aveva condiviso l’esperienza con Alvaro Vitali, Edwige Fenech, Renzo Montagnani, Pippo Franco, Mario Merola e Nino D’Angelo. La sua ultima apparizione cinematografica risale a L’allenatore nel pallone 2, diretto da Sergio Martino.
A ricordarlo con parole affettuose è stato il sindaco di Martina Franca, Gianfranco Palmisano, che su Facebook lo ha definito “Un uomo di grande spessore umano, sempre con la battuta pronta, un mix di ironia, cordialità e una passionale martinesità che ha portato anche sul set cinematografico, qualità autentiche che hanno fatto di lui un personaggio indimenticabile. Conserverò tra i ricordi più belli l’incontro speciale che gli abbiamo dedicato in Comune a giugno scorso, per il suo 75° compleanno”.
In una lunga intervista rilasciata qualche anno fa al Davinotti, Montanaro aveva raccontato come il sogno del cinema fosse nato fin dall’infanzia: “Da piccolo amavo fare il cinema. Ero stato inventato da mia madre, dai miei genitori, dalla fede religiosa per fare l’artista; cioè alla fine ho fatto quello che da piccolo sognavo di fare”. Ricordava le recite scolastiche, le barzellette raccontate agli amici e la convinzione diffusa tra chi lo conosceva che sarebbe diventato un attore.
Il primo incontro decisivo con il cinema avvenne nel 1971, mentre stava sostenendo la maturità classica. A Martina Franca arrivò Vittorio Caprioli per girare un film e cercava un volto tipico e simpatico del posto. Furono in molti a fare il nome di Montanaro e il regista lo scelse per Vieni, vieni amore mio. Da quell’esperienza iniziò un percorso che lo avrebbe portato a collaborare con il produttore Luciano Martino, figura centrale della commedia sexy all’italiana.
Nella stessa intervista l’attore spiegò quanto fosse difficile entrare nel gruppo di lavoro di Martino: “Se non ti amava come attore non ti scritturava”. Pur sottolineando che i compensi non erano elevati, ricordava con gratitudine quel periodo, convinto che quei film avessero consegnato lui e i suoi colleghi a una pagina importante del cinema italiano.
Montanaro parlò con grande affetto dei compagni di set. Di Renzo Montagnani diceva: “Un gran signore. Persona molto perbene e molto preparato”. Di Edwige Fenech conservava il ricordo di una donna “Era molto perfetta… e molto bona”, mentre descriveva Gloria Guida come una persona introversa ma “bravissima e bella”. Su Adriano Celentano osservava invece: “Un uomo molto carismatico, ma un tipo davvero strano… che spesso diceva cose senza significato”.
Con la morte di Lucio Montanaro scompare un interprete che ha incarnato un pezzo importante del cinema popolare italiano. Il suo volto, le sue battute e la sua comicità resteranno legati a un’epoca che continua a essere amata da generazioni di spettatori.
