La band metal cristiana Demon Hunter ha intentato una causa legale contro Netflix e AEG Presents, accusando le due compagnie di violazione del marchio registrato e concorrenza sleale per l’uso del nome KPop Demon Hunters. La controversia riguarda il fenomeno globale nato come film d’animazione nel 2025 e ora diventato un franchise multimilionario che include musica, merchandise e un tour mondiale previsto per il 2027.
Secondo i documenti depositati martedì presso il tribunale, la band statunitense attraverso la propria società Hyde Lane accusa Netflix e Netflix Studios di aver “Consapevolmente ignorato i diritti altrui nella ricerca del profitto”, nonostante le compagnie siano note per proteggere gelosamente la propria proprietà intellettuale. Il gruppo musicale sostiene che Netflix fosse quasi certamente a conoscenza dell’esistenza di Demon Hunter prima di lanciare il film.
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I Demon Hunter sono stati fondati all’inizio degli anni 2000 e da un quarto di secolo pubblicano album, organizzano tour e vendono merchandise a un pubblico fedele. La band di Seattle, ha rilasciato il suo dodicesimo album a settembre 2025 e conta 350.000 ascoltatori mensili su Spotify. Il gruppo ha registrato il marchio Demon Hunter per musica registrata e merchandise nel 2022, con ulteriori domande pendenti per gli spettacoli dal vivo.
Il film KPop Demon Hunters, che segue le avventure del gruppo K-pop Huntr/X, ha raggiunto livelli di successo senza precedenti diventando il titolo originale più visto nella storia di Netflix. La pellicola ha vinto i premi per miglior film d’animazione e miglior canzone originale (Golden) sia ai Golden Globes che agli Oscar 2026. Il cast musicale del film vanta 27 milioni di ascoltatori mensili su Spotify, quasi 80 volte superiore alla base di fan dei Demon Hunter.
La denuncia di cui parla anche la BBC evidenzia come Netflix abbia collaborato con AEG Presents per lanciare un tour mondiale che toccherà 150 città, creando quella che viene definita una “sovrapposizione quasi completa” con i servizi offerti dalla band sotto il marchio Demon Hunter. Netflix ha registrato Kpop Demon Hunters come marchio per numerosi usi commerciali, con altre domande in corso di approvazione.
Tra le prove presentate, Hyde Lane ha incluso email che documenterebbero casi di confusione effettiva tra i consumatori. Un esempio particolarmente significativo riguarda una persona che avrebbe speso 500 dollari per i biglietti di un concerto dei Demon Hunter a New York, credendo si trattasse di uno spettacolo K-pop adatto ai propri bambini. Altri casi citati includono un produttore televisivo che ha contattato il management della band pensando fosse collegata al film di Netflix, e numerosi post sui social media che taggano erroneamente Demon Hunter quando discutono della pellicola animata.
Il documento legale sostiene che la società della band è stata costretta a “sopportare le conseguenze reputazionali e commerciali” della situazione, con Netflix e AEG che avrebbero deviato consumatori costruiti in 25 anni di attività. La causa afferma che sfruttando risorse e portata superiori, le compagnie convenute possono eclissare i marchi Demon Hunter nel mercato ed effettivamente appropriarsi del loro significato identificativo.
“Il brand che Hyde Lane ha costruito attentamente nel corso dell’ultimo quarto di secolo ora affronta una crisi esistenziale”, si legge nella denuncia. La band sostiene di essere stata “costretta a cedere il controllo sulla propria identità commerciale semplicemente perché le parti convenute hanno maggiori risorse e una presenza più ampia sul mercato”, nonostante siano gli utilizzatori senior del marchio, avendolo stabilito per primi e investito nella sua reputazione per decenni.
Oltre alla violazione del marchio e alla concorrenza sleale, la causa include accuse di falsa origine del design e richiede un processo con giuria. Sebbene il documento noti che i danni subiti sono “ancora non quantificabili”, la band chiede danni triplicati, danni esemplari, provvedimenti ingiuntivi, i profitti di Netflix e il rimborso delle spese legali. La richiesta principale riguarda l’ordine del tribunale di impedire a Netflix di utilizzare il nome KPop Demon Hunters per musica registrata, spettacoli dal vivo e merchandise.
Il successo del franchise Netflix continua intanto a espandersi. Un sequel di KPop Demon Hunters è già in lavorazione, mentre secondo indiscrezioni Netflix starebbe valutando ulteriori progetti correlati tra cui una serie televisiva e un musical teatrale. Al momento della pubblicazione, né Netflix né AEG Presents né i rappresentanti di Demon Hunter hanno rilasciato commenti ufficiali sulla controversia legale.
