Federico Moccia torna a parlare di Riccardo Scamarcio e, a distanza di anni dal successo di Tre metri sopra il cielo, non risparmia qualche frecciatina all’attore. Lo scrittore ha concesso una nuova intervista a La Stampa, nella quale ha ripercorso anche il rapporto con l’interprete che deve una parte importante della sua popolarità proprio al film tratto dal suo romanzo.
Alla giornalista Fulvia Caprara, che gli ha chiesto se lui e Scamarcio siano rimasti in contatto, Moccia ha risposto con una battuta:
“Pensi che, da allora, non l’ho mai più incontrato… adesso è troppo intellettuale. Ci siamo scritti e parlati a distanza, attraverso le interviste che ci è capitato di fare, l’ultima è quella che ha dato a Belve. La Fagnani gli ha detto che io lo avrei giudicato poco riconoscente, lui ha risposto “Ma quello è matto”. Non ci siamo mai incrociati, poi, finalmente, alle Iene, ha dichiarato di dovere tutto a Tre metri sopra il cielo. Insomma, è stato costretto ad ammetterlo“
La carriera di Scamarcio nel cinema italiano aveva già mosso alcuni passi prima di Tre metri sopra il cielo, con ruoli in film come La meglio gioventù e L’odore del sangue. È però difficile negare che sia stato il film del 2004, diretto da Luca Lucini e tratto dal romanzo di Moccia, a trasformarlo in uno dei giovani attori più popolari dei primi Duemila. Il successo di Step, il protagonista della storia d’amore con Babi, fu seguito tre anni dopo dal sequel Ho voglia di te, nel quale Scamarcio tornò a interpretare il personaggio.

Nell’intervista a La Stampa Moccia racconta di avere un bel ricordo di Scamarcio giovane, ma aveva anche aspettative alte. Da qui un’altra frecciatina
“Aveva 20 anni, ho un ricordo bellissimo di lui, mi disse che aveva letto il mio libro, che quella era proprio la sua storia da ragazzo, quando viveva ad Andria. Poi l’ho visto recitare, e mi sono detto “Potrebbe diventare il nuovo Mastroianni, piacere al grande pubblico, di tutte le età”. Naturalmente a patto di avere lo stesso charme, la stessa grazia, la stessa ironia, la stessa eleganze di Marcello. Purtroppo le mie speranze sono naufragate, Mastroianni era una persona stupenda, meravigliosa…”
A distanza di oltre vent’anni dall’uscita di Tre metri sopra il cielo, il rapporto tra Moccia e Scamarcio sembra dunque essere rimasto soprattutto legato a quel film che ha segnato un momento decisivo nella carriera dell’attore. E lo scrittore, parlando oggi di quel periodo, sembra non avere perso la voglia di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
Sapete che Scamarcio litigò con Ozpetek sul set di Mine Vaganti? Qui tutta la storia.
