Selvaggia Lucarelli è intervenuta nuovamente sulla questione di Sigfrido Ranucci, spiegando perché, a suo avviso il conduttore dovrebbe lasciare Report. Le sue recenti vicissitudini, spiega, potrebbero causare problemi ai suoi inviati.
“Al di là di ciò che si pensi sul caso Ranucci, è evidente che la sua conduzione sia un problema per tutta la squadra di inviati” – ha spiegato la giornalista nelle sue stories di Instagram.
“Immaginate i suoi giornalisti che fanno domande su collusioni, amicizie pericolose, frequentazioni, strani link tra potere e criminalità. Immaginate qualunque domanda. Non serve un genio per capire che ogni risposta sarebbe una provocazione sul conduttore della serie “Perché non guardate in casa vostra?”. E non importa se sia una replica legittima o strumentale, l’argomento diventerebbe uno scudo. Cosa che Report non può permettersi”
Per questo Ranucci “dovrebbe lasciare spontaneamente il programma”, prosegue Lucarelli:
“Perché è ormai troppo ingombrante per Report e renderebbe difficile lavorare alla sua redazione. Ovviamente non lo fa perché per la sua auto narrazione, quella del martire, la cacciata è molto più efficace e funzionale”

La giornalista ha poi parlato dell’idea della conduzione a rotazione che è stata ipotizzata in questi giorni, spiegando che a suo dire “è una scemenza”:
“I programmi hanno bisogno di volti, di riconoscibilità. Ranucci non è insostituibile, nessuno lo è”
Nel frattempo il Corriere della Sera scrive che martedì 25 agosto ci si pronuncerà sulla sospensione o sul ricollocamento di Sigfrido Ranucci. Il caso, spiega il quotidiano, pesa sia sulla Rai sia sulla redazione di Report, che vivrebbe settimane di forte tensione. Le polemiche sulla gestione del conduttore e le recenti vicende hanno messo in discussione l’autorevolezza della trasmissione. Per questo, alcuni giornalisti chiedono a Ranucci di fare un passo indietro, sostenendo che Report debba poter continuare anche senza di lui.
Nei giorni scorsi Lucarelli aveva spiegato perché su Ranucci ha sempre avuto riserve, professionali e umane.
