Disponibile da oggi, 26 agosto 2026, su Prime Video, The Last Sunrise – L’estate delle prime volte porta sullo schermo il romanzo omonimo di Anna Todd, autrice diventata un fenomeno internazionale grazie alla saga di After. Diretto da Carlson Young, il film mette insieme molti degli ingredienti più riconoscibili del romance estivo: un’isola, un primo amore, una ragazza che cerca di riprendere il controllo della propria vita e una relazione destinata a scontrarsi con moltissimi problemi.
Il risultato è un film romantico piacevole e sincero, sostenuto soprattutto dalla chimica tra Maia Reficco e Fernando Lindez. Ma quando The Last Sunrise prova ad aggiungere peso alla storia attraverso malattia, conflitti familiari, segreti e interessi economici contrapposti, non sempre riesce a dare a questi elementi il tempo e la profondità necessari. E così un racconto che avrebbe tutti gli strumenti per emozionare davvero finisce spesso per accontentarsi di essere una gradevole storia d’amore estiva.
Un’estate a Maiorca

Oriah “Ry” Pera (Maia Reficco) è una giovane ballerina costretta da tempo a convivere con una grave condizione medica. Dopo una crisi durante un’esibizione, si trova davanti a una scelta difficile: sottoporsi a un intervento che potrebbe compromettere i suoi ricordi oppure aumentare il dosaggio dei farmaci, che però le provocano una sensazione di torpore emotivo.
Quando sua madre Isolde (Eva Longoria) deve partire per Maiorca per seguire un importante progetto immobiliare della sua azienda, Ry decide di accompagnarla. L’isola diventa così l’occasione per allontanarsi, almeno temporaneamente, da una vita scandita da medici, terapie e precauzioni. Ed è qui che incontra Julián Garcia (Fernando Lindez), un ragazzo del posto che lavora insieme al padre Mateo nell’attività di pesca di famiglia. I primi battibecchi lasciano rapidamente spazio all’attrazione e, attraverso Julián, Ry comincia a vivere quell’estate come una possibilità di sperimentare tutto ciò da cui fino a quel momento si è sentita esclusa.
Ry e Julián funzionano bene insieme

La parte più convincente di The Last Sunrise è anche la più semplice: vedere Ry e Julián innamorarsi. Il film funziona soprattutto nei momenti in cui abbandona i conflitti più grandi e permette ai due protagonisti di conoscersi, scherzare e scoprire insieme Maiorca.
Maia Reficco restituisce bene il desiderio di indipendenza di una ragazza stanca di essere definita principalmente dalla propria salute. Ry non vuole semplicemente innamorarsi: vuole capire quanto della sua vita possa finalmente decidere da sola. Fernando Lindez, dal canto suo, interpreta Julián con una leggerezza che ben si adatta al tono della storia, e la chimica tra i due rende credibile una relazione che, sulla carta, segue coordinate piuttosto familiari. Il film non prova infatti a reinventare il romance estivo. La ragazza americana, il ragazzo del posto, le giornate al mare e l’amore che sembra poter esistere soltanto lontano dalla vita quotidiana sono elementi già visti molte volte. Eppure, almeno quando si concentra sui protagonisti, questa familiarità non rappresenta necessariamente un problema.
La libertà di Ry passa anche dal rapporto con sua madre

Più interessante del previsto è il rapporto tra Ry e Isolde. Eva Longoria interpreta una madre estremamente protettiva, ma il film evita almeno in parte di trasformarla semplicemente nell’ostacolo che impedisce alla figlia di vivere. La sua paura ha motivazioni concrete, così come è comprensibile la frustrazione di Ry davanti a una vita nella quale ogni scelta sembra essere subordinata alla sua condizione.
Il conflitto diventa ancora più forte quando Ry decide di interrompere autonomamente i farmaci per poter vivere pienamente le proprie emozioni. È una decisione rischiosa, che mette in luce quanto il suo bisogno di autonomia possa entrare in contrasto con la necessità di proteggersi. Proprio questo rapporto avrebbe meritato ancora più spazio. Il film trova infatti alcune delle sue sfumature migliori quando mette madre e figlia una di fronte all’altra senza stabilire necessariamente chi abbia ragione: Isolde teme di perdere Ry, mentre Ry teme che continuare a vivere soltanto nella paura significhi rinunciare alla propria vita prima ancora di averla vissuta davvero.
Troppi ostacoli

A complicare la storia arriva anche il vero motivo della presenza di Isolde a Maiorca. La sua società vuole acquisire l’area legata all’attività della famiglia Garcia per realizzare un nuovo hotel. Ry si ritrova quindi innamorata proprio del ragazzo la cui famiglia rischia di perdere ciò che possiede a causa degli interessi economici di sua madre.
È qui che The Last Sunrise comincia ad accumulare elementi: alla malattia di Ry e alla relazione con Julián si aggiungono il conflitto immobiliare, i problemi economici della famiglia Garcia e altre complicazioni pensate per mettere alla prova la coppia. Il problema non è tanto la loro presenza, quanto il poco spazio concesso a ciascuna. Alcune svolte arrivano così senza avere il peso che dovrebbero, mentre altre vengono spiegate attraverso i dialoghi invece di essere realmente costruite davanti allo spettatore. Il rischio è quello di trasformare una storia che funziona bene nella sua semplicità in un melodramma più affollato del necessario.
Cosa ne pensiamo in sintesi
Un romance estivo semplice e piacevole, sostenuto dalla chimica dei protagonisti e da un interessante rapporto madre-figlia. Quando però prova ad aggiungere più dramma alla storia, non sempre riesce a dare alle sue idee il peso emotivo che meriterebbero.
Pro
- La chimica tra i protagonisti, che rende la storia d’amore spontanea e credibile.
- Il rapporto tra madre e figlia, costruito su un conflitto emotivo semplice ma efficace.
- Una storia scorrevole, che si lascia seguire senza appesantire il racconto.
Contro
- Troppi conflitti poco approfonditi, che finiscono per perdere parte del loro peso.
- Le emozioni non sempre arrivano, soprattutto nei passaggi più delicati della storia.
- Voto CinemaSerieTV
