I meme stanno cambiando il nostro rapporto con il cinema, ma non necessariamente in peggio. Per Robert Pattinson, trasformare una scena o una battuta in una reaction da condividere sui social non è poi così diverso da quello che gli spettatori facevano già molti anni fa, quando uscivano da una sala e iniziavano a imitare i propri personaggi preferiti.
L’attore ne ha parlato durante la conferenza stampa di Primetime alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, rispondendo a una domanda sul modo in cui oggi film e interpretazioni finiscono quasi immediatamente per alimentare meme, clip e contenuti online. “Quando ero più giovane e usciva un grande film, ricordo che andavo a scuola e tutti conoscevano singole battute e le imitavano“, ha raccontato Pattinson, ricordando in particolare il successo di Jim Carrey, The Mask e Austin Powers. Voci, espressioni e frasi dei personaggi entravano rapidamente nel linguaggio quotidiano.

Per qualche tempo, secondo l’attore, quella forma di partecipazione sembrava essersi persa. Poi si è accorto che non era realmente scomparsa: aveva semplicemente cambiato forma. “Per anni ho avuto la sensazione che quella cosa fosse completamente scomparsa dalla cultura. Poi improvvisamente ho capito che era stata sostituita dai meme. E in realtà mi piace“.
Un meccanismo particolarmente evidente proprio nel caso di Primetime. Il film di Lance Oppenheim prende spunto dalla figura di Chris Hansen, conduttore diventato celebre con il programma tv To Catch a Predator – che si proponeva di cogliere sul fatto potenziali molestatori di minori – e successivamente trasformato in un personaggio ricorrente della cultura di Internet. Espressioni come “Have a seat” (Siediti) hanno finito per assumere online significati molto più ampi rispetto al loro contesto originale.
L’attore ha anche ammesso che alcune battute sembrano avere un ritmo o un’intonazione particolarmente adatti a essere ripresi, ma prevedere in anticipo che cosa diventerà un meme resta praticamente impossibile. Ed è forse proprio questa appropriazione spontanea da parte del pubblico a renderli interessanti.
Per Robert Pattinson, infatti, vedere una scena continuamente citata, modificata e condivisa non significa necessariamente che il film sia stato ridotto a pochi secondi fuori contesto. Può essere, al contrario, il segnale di un legame particolarmente forte con gli spettatori: “Non puoi dire agli spettatori come devono sentirsi rispetto a quello che fai. Però puoi provare a dare loro qualcosa a cui affezionarsi. Più sono legati a un film, più hanno voglia di rivederlo e più quel film può durare“.
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