Carla Taibi, storica assistente di Emma Bonino, ha raccontato in un’intervista a Repubblica l’ultimo periodo della politica, scomparsa nei giorni scorsi. Taibi ha spiegato che, alla fine, Bonino “si è lasciata morire” e che nelle ultime settimane era “diversa”
Taibi è entrata nello staff di Emma Bonino nel 2010, iniziando con uno stage a Non c’è pace senza giustizia, l’organizzazione fondata dalla politica. In seguito ha cominciato ad affiancare la portavoce di Bonino, Sabrina Gasparini. Quando quest’ultima ha lasciato l’incarico, Taibi si è ritrovata a gestire da sola tutta l’agenda di Bonino, un lavoro particolarmente impegnativo. “Era come fare cinque o sei lavori in uno”.

Nel corso degli anni ha quindi seguito da vicino la vita professionale e personale di Bonino, conoscendone anche abitudini e aspetti del carattere. Tra questi, il rapporto con il fumo. Bonino ha continuato a fumare “le sue Muratti blu” quasi fino alla fine, salvo poi smettere recentemente. “Le accendeva e le spegneva”. Quando le veniva ricordato che aveva avuto un tumore ai polmoni, Bonino rispondeva: “Mi vuoi togliere il mio unico vizio?”
Poi, nelle ultime settimane, qualcosa è cambiato.
“Io non la vedevo da fine luglio. L’ho ritrovata un mese dopo che non fumava più, anche il suo sguardo era cambiato. Non era la solita Emma”
Un cambiamento che, secondo Taibi, potrebbe essere stato legato anche alla scelta di non sottoporsi ad “accanimenti”. Alla domanda dell’intervistatore che le ha fatto notare questa possibilità, l’assistente ha risposto:
“Penso che fino alla fine abbia fatto di testa sua, e abbia pire deciso lei quando morire”.
Taibi ha poi raccontato a Repubblica di quando ha ricevuto la notizia della sua morte. “Ero nel piazzale della clinica ed aspettavo che si facessero le nove per entrare. Mi ha chiamato sua cognata: “Emma non c’è più”. Mi sono sentita svenire. Non si è mai preparati”.
A mancare a Taibi non sarà soltanto la persona che ha accompagnato per tanti anni, ma anche il confronto quotidiano: “Lucida, lucidissima. Il confronto di alto livello. Mi mancherà anche il suo brutto carattere e il senso di libertà esercitato su di sé e per gli altri”.
