Dopo aver tenuto un concerto a Tel Aviv, in Israele, il 13 settembre 2026, i profili social di Al Bano Carrisi sono stati invasi da commenti negativi, tanto che la sezione dedicata alle risposte è stata disattivata. A distanza di pochi giorni, l’artista ha condiviso un nuovo post per spiegare le ragioni della sua esibizione e rispondere alle polemiche.
“Da orgoglioso italiano e cittadino del mondo, credo che la musica non conosca confini. Parla un linguaggio universale, capace di unire persone di ogni nazionalità, cultura e credo. Per tutta la mia vita, la musica è stata il mio modo di condividere emozioni, costruire amicizie e creare legami con gli altri” – ha spiegato nel post – “Quando salgo su un palco, lo faccio con questo spirito: con rispetto per il mio pubblico e con fiducia nella nostra umanità”.
Poi Al Bano ha aggiunto:
“Comprendo le preoccupazioni legate alla mia esibizione. La mia presenza vuole essere un gesto di vicinanza umana, ispirato dalla pace e dalla compassione. In un mondo diviso, la musica continua a essere un ponte. Il mio desiderio è mantenerlo aperto, usando la mia voce per ispirare comprensione, amicizia e speranza, oggi e per le generazioni che verranno”.
Il ponte musicale di Al Bano è aperto, ma anche stavolta i commenti restano chiusi. Poco spazio, dunque, per commentare la sua esibizione al Charles Bronfman Auditorium di Tel Aviv, dove l’artista si è esibito in occasione del capodanno ebraico, cantando alcuni dei suoi maggiori successi, tra cui Felicità.

Dopo l’evento, Al Bano ha condiviso sui social alcune foto e video della serata. I post sono stati accompagnati da numerosi commenti critici, molti dei quali legati alla guerra a Gaza e al sostegno alla Palestina.
“Grazie Albano, siamo felici di averti dalla parte sbagliata della storia”, si legge in uno dei commenti meno accesi. Un altro utente ha scritto: “Col genocidio a due passi da lei, buon cristiano”, rivolgendosi all’artista, che nel corso degli anni ha spesso parlato della sua fede cattolica.
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