Il sito ufficiale dei Me Contro Te è al momento offline. Accedendo al portale di Luigi Calagna e Sofia Scalia compare una schermata che informa gli utenti di una sospensione temporanea dovuta a “interventi tecnici di aggiornamento e ottimizzazione“. Lo stop arriva pochi giorni dopo il ricorso presentato da Consumerismo No Profit al Tribunale civile di Palermo contro la società che gestisce il brand. Al momento, però, non risulta che la chiusura del sito sia stata disposta dall’autorità giudiziaria.
L’azione inibitoria è stata depositata il 14 settembre 2026 e riguarda soprattutto il modo in cui, secondo l’associazione, contenuti pensati per un pubblico molto giovane e attività commerciali convivrebbero negli spazi digitali dei Me Contro Te. Consumerismo sostiene che la distinzione tra intrattenimento e promozione dei prodotti non sarebbe sufficientemente chiara, una questione particolarmente delicata considerando che il pubblico di Lui e Sofi è composto in larga parte da bambini e preadolescenti.
Tra gli elementi citati nel ricorso c’è la presenza sul sito di una sezione “Negozio” accompagnata dall’invito “Vai allo shop!“, che indirizzava gli utenti verso uno spazio Amazon dedicato ai prodotti del duo attraverso un link di affiliazione. Secondo Consumerismo, questo sistema potrebbe spingere direttamente i minori verso l’acquisto di merchandising, rendendo poco evidente il confine tra il contenuto fruito per divertimento e il messaggio commerciale.

“Il piccolo fruitore viene attirato da contenuti di intrattenimento, i quali però sono costruiti artificiosamente per stimolare l’acquisto, diretto o indiretto“, ha spiegato Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo, sostenendo che il risultato sarebbe quello di portare i bambini a chiedere ai genitori di acquistare i prodotti. Si tratta, è importante sottolinearlo, della tesi avanzata dall’associazione e non di violazioni già accertate da un giudice.
Ma le contestazioni non riguardano soltanto la vendita del merchandising: Consumerismo ha sollevato anche una serie di questioni relative alla privacy, sostenendo che l’informativa presente sul portale non sarebbe adeguatamente aggiornata e che non spiegherebbe con sufficiente chiarezza alcuni aspetti legati alla raccolta e all’utilizzo dei dati. L’associazione segnala inoltre criticità nella gestione dei cookie e l’assenza, a suo dire, di strumenti specifici per verificare l’età degli utenti e ottenere il consenso dei genitori quando necessario.
Come scrive Fanpage, la vicenda, peraltro, non è cominciata con il ricorso al tribunale. Consumerismo riferisce di avere già segnalato il caso all’Antitrust lo scorso 9 giugno, chiedendo che le questioni riguardanti i dati personali fossero portate anche all’attenzione del Garante per la privacy. A settembre è quindi arrivata l’azione davanti al Tribunale civile di Palermo.
Tra le richieste avanzate ci sono una separazione più evidente tra pubblicità e intrattenimento, la revisione delle informative sulla privacy, l’introduzione di sistemi di verifica dell’età e del consenso genitoriale e la rimozione del collegamento diretto allo shop dagli spazi rivolti ai bambini, oppure il suo inserimento dietro un filtro anagrafico.
Resta da capire se la temporanea indisponibilità del sito sia effettivamente collegata agli interventi richiesti da Consumerismo. La schermata online parla esclusivamente di lavori tecnici e, almeno per ora, non c’è un provvedimento giudiziario noto che abbia imposto la sospensione del portale. La prima udienza relativa all’azione promossa dall’associazione è prevista per il 18 dicembre.
Il caso riguarda un brand che negli ultimi dodici anni è diventato uno dei più importanti dell’intrattenimento italiano per bambini. Dopo l’esordio su YouTube nel 2014, i Me Contro Te hanno costruito attorno ai loro personaggi un universo che comprende cinema, musica, libri, giocattoli, prodotti scolastici e numerose linee di merchandising.
