Jannik Sinner ha concesso un’intervista a U di Repubblica, nella quale ha raccontato alcuni momenti significativi della sua vita, tra ricordi dolorosi, scelte difficili e giornate che vorrebbe rivivere. Il tennista ha svelato quale giorno cancellerebbe se ne avesse la possibilità, chiarendo che non si tratta di un evento sportivo, ma di un momento molto personale vissuto quando era ancora adolescente.
Se potesse cancellare una giornata della sua vita, Sinner non sceglierebbe la sconfitta in finale con Alcaraz a Parigi nel 2025, né quella in semifinale con Djokovic a Melbourne a inizio anno. “Non è una cosa successa in campo”, ha spiegato.
“Vorrei cancellare ciò che ho provato il giorno in cui sono andato via di casa. Lo strazio di quando a 13 anni e mezzo, a Milano, ho salutato mio padre perché le nostre strade si separavano e un filo si spezzava. Ci stavamo lasciando, piangevo io per lo strappo, ma anche lui. Di quel giorno lì farei a meno, fu un’emozione troppo forte”.
Una separazione dolorosa, ma anche una scelta che gli ha insegnato qualcosa. “Mi ha fatto capire che fare una scelta significa ottenere cose nuove e perderne altre”, ha raccontato Sinner, sottolineando l’importanza di affrontare le decisioni con impegno, costanza e lavoro, senza sprecare le opportunità conquistate.

Tra i momenti che vorrebbe rivivere, invece, il numero uno del tennis mondiale ha indicato una domenica d’inverno sulle Dolomiti con gli amici, il tempo trascorso con la famiglia e le corse sui go-kart con il pilota Antonio Giovinazzi e il ciclista Giulio Ciccone. “A me la velocità piace, non è un mistero. Ho bisogno dell’adrenalina, di tenere lontana la noia”, ha confidato.
Nella stessa intervista, Sinner ha parlato anche dell’estate trascorsa lontano dalle competizioni. Nessuna scoperta particolare, ma diverse attività per staccare dai tornei: una visita a Monza per assistere alla Formula 1, la sfilata di Gucci a Milano, qualche partita in più alla PlayStation e la lettura di Io uccido, il romanzo di Giorgio Faletti.
Il tennista, però, non ha mai smesso di allenarsi, lavorando in palestra, in campo e con i fisioterapisti. “Pazienza è la parola giusta per questo periodo”, ha spiegato, aggiungendo: “Il corpo è l’unico avversario che non puoi battere, quando ti dice stop devi accettarlo e seguire i consigli degli specialisti”.
