Tom Hanks ha dichiarato di non sentirsi a suo agio riguardando i suoi vecchi film, a causa del suo profondo senso di autocritica. Ospite del The Creators’ Podcast with Guy Raz, l’attore premio Oscar ha detto infatti: “Convivo quotidianamente con un senso d’autocritica al limite con la nevrosi, anche se non mi definirei una persona nevrotica. “La mia è una lotta quotidiana alla ricerca dell’autenticità; cerco di raggiungere il punto d’equilibrio tra il dover mentire per lavoro (recitare, ndr) e la possibilità che io non sia sincero con me stesso come persona.
L’attore prosegue con un’autoanalisi puntuale: “Quando mi rivedo, spesso, capisco di essere finto, noto una certa scena e capisco di avere perso un’opportunità per essere più credibile; il mio rimpianto non nasce da una scelta sbagliata sul set; una volta finito il film, ripensandoci, mi rendo conto che avrei potuto fare di più, andare oltre, raggiungere un punto più alto di quello che ho raggiunto effettivamente; e allora, poi mi chiedo perché sia andata così… ero soddisfatto di quello che avevo fatto? Non mi sono concentrato abbastanza sulle battute? Non avevo abbastanza conigli da tirare fuori dal cilindro? O magari, quel dato giorno, sono arrivato in ritardo sul set e allora, visto che non c’era tempo, abbiamo provato la scena due volte invece di sei? E così, il dubbio sgattaiola dentro di te e ti rode.”
A questo punto, Hanks aggiunge una riflessione legata ad alcuni dei suoi personaggi più famosi: “Sono completamente diverso da loro. Non ho i mezzi che hanno loro, né la loro stessa perseveranza.” L’attore riserva però un ricordo particolare per la lavorazione di Forrest Gump; “Io e Bob (Zemeckis, ndr) abbiamo lavorato settimane intere prima di girare; abbiamo analizzato tutta la sceneggiatura, da cima a fondo, e abbiamo discusso di tutto; non contano solo le tue battute, devi conoscere il testo interamente; il testo è l’interpretazione concreta del tema del film, e il tema rappresenta il motivo principale per cui tu sei sul set; io personalmente mi chiedo sempre se il tema del film valga effettivamente il tempo speso e gli sforzi compiuti per farlo, e poi attrarre il pubblico verso quella storia, coinvolgerlo?”
A questo proposito, Hanks aveva precedentemente dichiarato: “Tutti credono di sapere come si fa un film, ma nessuno lo sa veramente: io ho fatto un’enormità di film e ancora non mi capacito di come sia possibile dare vita a una cosa del genere; il processo che porta l’idea iniziale, poco più di una scintilla, a diventare un’immagine compiuta e luminosa su uno schermo, ha del miracoloso. Fare film è un lavoro difficile e occupa un lungo lasso di tempo, costellato di innumerevoli momenti di gioia, uniti insieme a un’equivalente quantità di momenti di autocommiserazione; è il più grande lavoro del mondo, e insieme, una delle fatiche più frustranti che abbia sperimentato.”
