Gabriella Pession ha raccontato di come sia stato complicato il viaggio verso La Porta Rossa 3. Durante le riprese della prima stagione de La porta rossa perse il padre mentre doveva interpretare una donna che si misurava con la scomparsa del marito. È stato per lei un racconto intimo che ha visto mescolarsi la sua carriera alla vita personale.
In un’intervista a Specchio, inserto de La Stampa, ha spiegato: “Essermi trovata sul set dove bisognava elaborare una perdita e sentire nell’assenza la presenza dell’altro è stato per me un viaggio davvero poetico e intimo”. Ha poi specificato: “Sono convinta che esista un’altra dimensione, non so forse darle un nome ma non ho una visione materialistica della vita. Sono convinta che di fatto non finisca tutto nel nulla. Oggi la domanda che mi pongo è la seguente: cosa voglio lasciare ai miei figli e ai miei cari?”.
Il suo viaggio nel dolore la porta ad accettarlo, specificando che evitarlo o fuggirgli non servirebbe a nulla se non a far tornare lo stesso più violento di prima. E mentre suo padre se n’è andato, l’attrice ha dovuto interpretare chi era costretta a misurarsi con la perdita del proprio marito, quel Cagliostro a cui ha prestato il volto Lino Guanciale.
A Vanity Fair svelò: “A papà direi che ho ripreso a disegnare e a dipingere come amava lui. Mi ha fatto incazzare, gli direi di rimanere qui. Non era nato per fare il papà anche se gliel’ho chiesto fino alla fine, di esserlo nella rabbia, perché non sapeva di esserlo, era distratto da Mozart e dai colori invece di darmi presenza, protezione e autostima”.
