Roberta Bruzzone ha risposto a Claudio Santamaria, approfondendo la quesitone degli audio privati diffusi sul suo conto, in cui si parlava dell’aborto subito nel 2019 da Francesca Barra, la compagna dell’attore. La criminologa ha specificato che avrebbe preferito essere contattata privatamente dai diretti interessati piuttosto che veder proseguire una campagna d’odio nei suoi confronti.
Così debutta la nota criminologa: “Ieri sono stati pubblicati degli audio di quattro anni fa quando c’era una collaborazione con Mirko Zeppellini, facevamo indagini tecniche. Questa chat era privata, tra me e lui, quindi non c’è niente di penalmente rilevante, parlando con un amico si possono dire cose anche taglienti. Sicuramente sono audio che fanno parte di quella chat che io ho e produrrò integralmente nella prossima denuncia per integrare tutte le condotte che aggravano la sua condotta persecutoria contro di me attirando odio e spingere qualche squilibrato che li segue a farmi del male. Sono il suo problema più grande perché l’ho smascherato“.
Roberta Bruzzone arriva al punto: “Veniamo ai fatti di ieri. La pubblicazione di questi audio, tagliati e incollati perché non avete letto o sentito quanto diceva lui, portano alcune mie valutazioni che riguardavano Francesca Barra. Oggi leggo un post gravemente diffamatorio del suo compagno o marito non ho capito, Claudio Santamaria, che posso anche comprendere. Certamente sentire quegli audio sui miei dubbi su una serie di situazioni può essere spiacevole. Sono dichiarazioni private e tali rimangono. Non capisco come una giornalista e una persona di alto profilo non comprendono si tratti di una chat privata. Potevano chiamare me e dirmi cosa pensavano. Dare spazio a questi contenuti non fa altro che alimentare la campagna persecutoria di Emme Team“.
