Bruce Springsteen si trova a vivere quanto accaduto l’estate scorsa da Jovanotti. L’artista infatti è stato attaccato per il suo prossimo concerto a Ferrara che si svolgerà nell’antica riserva di caccia degli Estensi. Un concerto, secondo i detrattori, tutt’altro che eco-friendly.
Chi ci è stato è consapevole che il Parco Bassani di Ferrara è una vera e propria oasi verde con gallerie arbustive, grandissimi alberi e anche uno specchio d’acqua. La paura dei 40mila che hanno firmato una petizione su Change.org contro l’evento è quello della folla accalcata e dunque di un vero e proprio deturpamento della natura circostante. Attorno all’evento si è formato un comitato “Save the Park” fondato da Gian Gaetano Pinnavaia e Marianna Suar che ha specificato: “Non ci sono modi per rendere l’evento ecosostenibile nel parco. L’aeroporto è disponibile, spostiamo il concerto lì. Quell’area potrebbe trasformarsi in una Campovolo per Ferrara”.
L’assessore alla Cultura e alla Civiltà Ferrarese, Marco Gulinelli, è pronto a spiegare la strategia di contenimento dell’impatto ambientale. Con la Giunta di Alan Fabbri che segue la linea di perseguire l’evento, specificando che si lavorerà nel “pieno rispetto delle esigenze ambientali. La scelta è ricaduta sul parco Bassani proprio per le peculiarità dello spazio. Nell’era post Covid, le produzioni coinvolte, sia americana che italiana, hanno preferito scegliere un luogo in cui non si possa creare calca. La capienza sarà circa la metà di quella degli analoghi concerti del Boss a Roma e Monza”.
In merito al concerto di Bruce Springsteen ha parlato anche la consigliera comunale estense del gruppo misto, Anna Ferraresi, che ha specificato: “Amiamo il Boss, ma il parco non è il luogo giusto. Proprio a maggio gli uccelli nidificano. La sensazione è che non lo sposteranno eppure si rischia anche il penale per chi reca danni alla fauna”.
