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Home » TV » TV News » Quando ti manca il fiato: il significato della canzone di Gianluca Grignani per Sanremo 2023

Quando ti manca il fiato: il significato della canzone di Gianluca Grignani per Sanremo 2023

Scopriamo il significato di Quando ti manca il fiato, la canzone che Gianluca Grignani presenterà al Festival di Sanremo 2023.
Simone FrigerioDi Simone Frigerio7 Febbraio 2023
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Gianluca Grignani sarà in gara al Festival di Sanremo 2023 con  Quando ti manca il fiato, una canzone sentita, una “ballata blues”, come la definisce lui stesso, dal testo accorato e piuttosto lineare, dedicata alla figura sfuggente del padre, che lasciò la famiglia quando Gianluca era appena maggiorenne. Il significato della canzone è un’esortazione a perdonare, ad appianare le divergenze, all’insegna di un rapporto padre – figlio che il tempo e le circostanze non possono scalfire.

Il racconto è costruito, come dichiarato dallo stesso Grignani, attorno a un fatto realmente accaduto: una telefonata ricevuta da parte del padre, già lontano; in Gianluca scatta la preoccupazione, subito smorzata, di problemi di salute (Ciao sono papà, come va Gianluca? Ma no che non sto male); a seguire, una domanda a bruciapelo, che fa scattare una riflessione dentro l’io narrante:  (Ma quando accadrà Tu verrai o no al mio funerale? Tu verrai o no?): la prima risposta è la negazione, il silenzio (Ed io non ho parlato più, ho tenuto tutto dentro, e ho messo giù; poi ci ho pensato su, sì ci ho pensato su); da questo tormento scaturisce, immediata la decisione di perdonare, sulla scorta dei ricordi di un passato percepito come idilliaco.

Mio padre tornava la sera
Ed era forte quando era in vena
Questo lo ricordo bene
Sì questo lo ricordo bene
Mio padre era uno dei tanti
Ma era il mio eroe quando mi sorrideva

Il perdono dei torti passati diventa nello stesso momento espressione di un dolore tenuto dentro troppo a lungo, e asserzione di complicità; perché se il cordoglio può essere finto, il perdono, che nasce dal dolore, è sempre vero:

Io ti perdono
Le mie lacrime sono sincere
Ma c’è chi non lo farà
Tu accettala la verità
E in mezzo a chi finge cordoglio
Sarò il tuo orgoglio

Il perdono, però, serve anche un po’ a Gianluca per attutire il dolore dei “coltelli che cadono dal cielo” e “fan sanguinare anche l’uomo più duro” dopo una vita di lotte; la canzone si trasforma quindi in un saluto, in una dichiarazione di affetto incondizionato: (Questa canzone te la canto adesso, perché tu sappia che ti amo lo stesso) ma anche in uno sprone a non lasciarsi ingabbiare dai ricordi, quando l’emotività prende il sopravvento.

È questo che devo imparare… da te
Forse non volevi o me lo hai insegnato?
Non fare accordi con i ricordi
Quando ti manca il fiato

Grignani, di ritorno al Festival di Sanremo come concorrente dopo un anno da superospite, ha dichiarato a Il Mattino, di essere stato spinto in competizione da qualcosa di molto particolare: “Me lo ha chiesto la canzone, che è nata una decina d’anni fa dopo la telefonata di cui parla. L’avevo anche già iscritta al Festival, non ricordo quando, ma poi l’avevo ritirata: non era il suo momento, ora lo è. È una questione di karma.”

Grignani racconta così la genesi del pezzo, a Leggo: “Un giorno mi si è illuminato il cervello, oddio, per quel poco che mi è rimasto, e ho iniziato a scriverlo. Avevo il bisogno di sentirmi umano, come se volessi esorcizzare e reagire. Non vedo mio padre da 10 anni, non so se si ricorda di quella telefonata… è stata scritta di getto – ha continuato Grignani, riferendosi alla sua canzone – per poi evolversi e assumere più una funzione esistenziale. Non rappresenta più solo la storia mia e di mio padre, ma è universale, per tutti. Una ballata blues che si chiude senza pesantezza e senza una morale, come fosse una liberazione.”

Sempre a Il mattino, il cantante dà la sua personale visione di Quando ti manca il fiato: “[Parla di come] perdonare lui, e me stesso, per le incomprensioni inevitabili tra genitori e figli: bisognerebbe sapere che sono naturali e non farle diventare ostacoli insormontabili; è un mantra per superare certe situazioni mozzafiato.”

Gianluca Grignani sarà in gara al Festival di Sanremo 2023 con  Quando ti manca il fiato, una canzone sentita, una “ballata blues”, come la definisce lui stesso, dal testo accorato e piuttosto lineare, dedicata alla figura sfuggente del padre, che lasciò la famiglia quando Gianluca era appena maggiorenne. Il significato della canzone è un’esortazione a perdonare, ad appianare le divergenze, all’insegna di un rapporto padre – figlio che il tempo e le circostanze non possono scalfire.

Il racconto è costruito, come dichiarato dallo stesso Grignani, attorno a un fatto realmente accaduto: una telefonata ricevuta da parte del padre, già lontano; in Gianluca scatta la preoccupazione, subito smorzata, di problemi di salute (Ciao sono papà, come va Gianluca? Ma no che non sto male); a seguire, una domanda a bruciapelo, che fa scattare una riflessione dentro l’io narrante:  (Ma quando accadrà Tu verrai o no al mio funerale? Tu verrai o no?): la prima risposta è la negazione, il silenzio (Ed io non ho parlato più, ho tenuto tutto dentro, e ho messo giù; poi ci ho pensato su, sì ci ho pensato su); da questo tormento scaturisce, immediata la decisione di perdonare, sulla scorta dei ricordi di un passato percepito come idilliaco.

Mio padre tornava la sera
Ed era forte quando era in vena
Questo lo ricordo bene
Sì questo lo ricordo bene
Mio padre era uno dei tanti
Ma era il mio eroe quando mi sorrideva

Il perdono dei torti passati diventa nello stesso momento espressione di un dolore tenuto dentro troppo a lungo, e asserzione di complicità; perché se il cordoglio può essere finto, il perdono, che nasce dal dolore, è sempre vero:

Io ti perdono
Le mie lacrime sono sincere
Ma c’è chi non lo farà
Tu accettala la verità
E in mezzo a chi finge cordoglio
Sarò il tuo orgoglio

Il perdono, però, serve anche un po’ a Gianluca per attutire il dolore dei “coltelli che cadono dal cielo” e “fan sanguinare anche l’uomo più duro” dopo una vita di lotte; la canzone si trasforma quindi in un saluto, in una dichiarazione di affetto incondizionato: (Questa canzone te la canto adesso, perché tu sappia che ti amo lo stesso) ma anche in uno sprone a non lasciarsi ingabbiare dai ricordi, quando l’emotività prende il sopravvento.

È questo che devo imparare… da te
Forse non volevi o me lo hai insegnato?
Non fare accordi con i ricordi
Quando ti manca il fiato

Grignani, di ritorno al Festival di Sanremo come concorrente dopo un anno da superospite, ha dichiarato a Il Mattino, di essere stato spinto in competizione da qualcosa di molto particolare: “Me lo ha chiesto la canzone, che è nata una decina d’anni fa dopo la telefonata di cui parla. L’avevo anche già iscritta al Festival, non ricordo quando, ma poi l’avevo ritirata: non era il suo momento, ora lo è. È una questione di karma.”

Grignani racconta così la genesi del pezzo, a Leggo: “Un giorno mi si è illuminato il cervello, oddio, per quel poco che mi è rimasto, e ho iniziato a scriverlo. Avevo il bisogno di sentirmi umano, come se volessi esorcizzare e reagire. Non vedo mio padre da 10 anni, non so se si ricorda di quella telefonata… è stata scritta di getto – ha continuato Grignani, riferendosi alla sua canzone – per poi evolversi e assumere più una funzione esistenziale. Non rappresenta più solo la storia mia e di mio padre, ma è universale, per tutti. Una ballata blues che si chiude senza pesantezza e senza una morale, come fosse una liberazione.”

Sempre a Il mattino, il cantante dà la sua personale visione di Quando ti manca il fiato: “[Parla di come] perdonare lui, e me stesso, per le incomprensioni inevitabili tra genitori e figli: bisognerebbe sapere che sono naturali e non farle diventare ostacoli insormontabili; è un mantra per superare certe situazioni mozzafiato.”

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