Molti si chiedono se Questo mondo non mi renderà cattivo, la nuova serie di Zerocalcare su Netflix, sia ispirata a una storia vera. La risposta è sì, ma solo per alcuni aspetti. Il racconto prende infatti spunto da vicende davvero accadute al fumettista o ai suoi conoscenti, ma gli eventi e i personaggi rappresentati nella serie tv sono invece frutto della fantasia dell’autore.
A tal proposto, durante la conferenza stampa di presentazione di QMNMRC, Michele Rech – in arte Zerocalcare – ha specificato che “Cesare non è una persona vera, ci sono stati tanti Cesare nella mia vita, lui rappresenta un insieme di persone. La sua assenza forzata dal quartiere per quasi vent’anni lo porta a sentirsi spaesato perché senza punti di riferimento e quindi ne trova altri”. E proprio la fatica di trovare il proprio posto nel mondo è una della tematiche che vengono affrontate in questa nuova serie per Netlfix, profondamente diverse dalla prima, Strappare lungo i bordi. “Ho voluto misurarmi con qualcosa di più lontano dalle mie corde”, ha dichiarato il fumettista romano riferendosi soprattutto al formato di QMNMRC, composta da sei episodi da mezz’ora l’uno contro i quindici minuti della serie precedente. Sei puntate capaci – in pieno stile Zerocalcare – di divertire, commuovere e far riflettere, tra tematiche di attualità come l’immigrazione e la discriminazione ad argomenti tanto cari all’autore come i rapporti di amicizia interrotti e l’importanza di rispettare i diversi punti di vista.
E anche se Questo mondo non mi renderà cattivo non si rifà propriamente ad eventi realmente accaduti ma prende solo spunto dalla vita di tutti i giorni, l’intento con il quale Michele Reth ha realizzato la serie è più reale che mai: “È un auspicio rispetto a ciò che abbiamo intorno e al tentativo, quando affrontiamo momento di crisi “si salvi chi può” cercando di sgomitare o prevaricare il prossimo, la serie racconta sia chi cade in quella tentazione che chi non ci cade“.

Ma di cosa parla Questo mondo non mi renderà cattivo? Quando un amico di vecchia data di Zerocalcare, Cesare, fa ritorno nel quartiere dopo molti anni di assenza, fa fatica a riconoscere il microcosmo in cui è cresciuto. Zero vorrebbe far qualcosa per aiutare Cesare – rimasto per diverso tempo in un centro di recupero per spaccio – ma si rende ben presto conto di non essere in grado di aiutarlo a sentirsi di nuovo a casa. Nel frattempo, l’arrivo nel quartiere di un gruppo di richiedenti asilo scatena le proteste dei nazisti, nazisti che diventeranno l’unico punto di riferimento di Cesare. Nella serie ritroviamo personaggi abbiamo già imparato a conoscere come lo stesso Zero, Sarah, Secco (doppiati da Zerocalcare) e l’immancabile Armadillo (Valerio Mastandrea), più alcune new entry come il già citato Cesare, tutte doppiate dal fumettista. In questa senso fa eccezione un personaggio a cui invece presta la voce Silvio Orlando. La serie, ora disponibile su Netflix, è prodotta da Movimenti Production in collaborazione con BAO Publishing.
