Il film: I mercenari 4 – Expendables, 2023. Regia: Scott Waugh.
Cast: Sylvester Stallone, Jason Statham, Dolph Lundgren. Genere: Azione. Durata: 103 minuti. Dove l’abbiamo visto: Al cinema, in anteprima.
Trama: I Mercenari – originali e nuovi – sono di nuovo in missione. Questa volta l’obiettivo si trova nel vecchio impianto di armi chimiche di Gheddafi, in Libia. Devono intercettare Suharato Rahmat, impegnato in un’operazione il cui fine è rubare alcuni detonatori per ordigni nucleari per conto del suo malvagio cliente, Ocelot..
Il vecchio Sly ci aveva visto giusto. Sì, quando Sylvester Stallone, ormai 13 anni fa, aveva dato il via alla saga de I mercenari (The Expendables) aveva capito che si poteva intercettare il senso per la nostalgia del pubblico. E, di fatto, aveva anticipato tutte le operazioni di legacy sequel, requel, reboot e fan service che sarebbero arrivate negli anni a seguire. Sì, prima di Top Gun: Maverick, delle operazioni di Star Wars, Ghostbusters, Matrix c’è stato Sylvester Stallone con una saga che ha riunito un dream team di tutti i last action hero degli anni Ottanta e Novanta. La saga degli Expendables, in fondo, è sempre stato un legacy sequel. Ma non di un solo film o di un franchise, quanto di un intero mondo. La saga degli Expendables è sempre stata il requel di Rambo, Cobra, Commando, Die Hard e tanti altri film. Ed è in questo senso che è interessante guardarla oggi, un’era in cui le opere che riprendono gli anni Ottanta sono ovunque. Va detto, però, che I mercenari 4 perde parte del suo senso, quello di team up, e diventa un film con meno protagonisti, quasi un film incentrato solo su Jason Statham. Ma è una saga a cui, comunque, si vuol bene. Vi raccontiamo tutto nella recensione de I Mercenari 4 – Expendables, in uscita nelle sale italiane il 21 settembre 2023.
La trama: dalla Libia alla Thailandia

Tutto inizia in un vecchio impianto di armi chimiche di Gheddafi, in Libia. I mercenari, stavolta, devono intercettare Suharato Rahmat, un trafficante d’armi che sta per rubare alcuni detonatori per ordigni nucleari per conto del suo cliente, il misterioso Ocelot. Rahmat riesce comunque a impadronirsi della valigia con i detonatori e a scappare. E l’inseguimento dei mercenari continuerà su una nave, a largo della Thailandia.
Il legacy sequel di tutti i film d’azione anni 80 e 90

La saga de I mercenari è il legacy sequel di tutti i film d’azione anni Ottanta e Novanta, dicevamo. E Sylvester Stallone, quando entra in scena, moto e occhiali Ray Ban a goccia, sembra davvero Marion Cobretti, il protagonista di Cobra. E, in fondo, quelli de I mercenari sono film che si vedono per questo: per rivedere Cobra (e Rocky e Rambo), per rivedere Ivan Drago (Dolph Lundgren), e così via. In questo senso, l’apice della saga è stato I mercenari 2, in cui si erano riusciti a riunire Stallone, Arnold Schwarzenegger, Bruce Willis, Jean-Claude Van Damme e Chuck Norris. La forza di questo tipo di film era che riusciva a riunire tutti, come in una sorta di Avengers dei film d’azione. In questo senso, il quarto film delude un po’. Dei grandi eroi d’azione ne sono rimasti tre, Stallone, Lundgren e Jason Statham. E la voglia di Stallone di defilarsi un po’ e lasciare spazio ai più giovani lo rende quasi un film di Jason Statham.
Sylvester Stallone nei film ha sempre parlato di se stesso

Già dalla prima scena, quella della rissa al pub, il Barney di Stallone lo mette in chiaro: resta fuori dalla rissa perché ha il mal di schiena. E così I mercenari 4, con ironia, parla anche di vecchiaia e della voglia di tirarsi un po’ fuori dal business. Sylvester Stallone, nei suoi film, ha sempre parlato di se stesso: il primo Rocky parlava della sua voglia, e della difficoltà, di emergere come attore. E tutta la sua produzione più recente – Rocky Balboa, Rambo: Last Blood, i primi due film della saga Creed – parlano di un uomo arrivato, stanco, alla fine della sua carriera. Stallone è stato bravo a costruire su questo la terza fase della sua carriera. Su cui si muove anche la saga de I mercenari e soprattutto questo film. Il fascino, e il punto debole, del film, stanno qui. Perché lo Stallone senile ci piace, ma il fatto che qui sia più defilato, visto che si vanno a vedere questi film soprattutto per lui, è un peccato. Così come è un peccato che ci sia tanta, evidente, computer grafica in un film che dovrebbe essere un omaggio ai film d’azione di una volta, tutta stunt ed esplosioni reali.
Megan Fox, una donna in un mondo di uomini

Ma c’è un altro aspetto di cui tener conto. La saga, e questo film in particolare, sono un concentrato di testosterone e di simboli maschili: le moto, le camicie di flanella, le giacche di pelle, le birre. Che un gruppo di maschi vecchio stile come questi sia guidato – da un certo punto in poi – da una donna suona come una beffa e come un nuovo inizio. È una sorprendente e inedita Megan Fox, che ha fortemente voluto questo film, e torna protagonista dopo un po’ in un film importante. È in gran forma, sexy, tonica, ironica, bravissima. Il futuro della saga potrebbero essere lei e Jason Statham e il loro amore bello e litigarello. Vedere per credere la scena di lotta che si trasforma in qualcos’altro…
La recensione in breve
La saga degli Expendables è sempre stato un legacy sequel di un intero mondo, di Rambo, Cobra, Commando, Die Hard e tanti altri film. Ed è in questo senso che è interessante guardarla oggi, un’era in cui le opere che riprendono gli anni Ottanta sono ovunque. I mercenari 4 perde parte del suo senso, quello di team up, e diventa un film con meno protagonisti, incentrato quasi esclusivamente su Jason Statham. Ma è una saga a cui, comunque, si vuol bene.
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