La serie: Everything Now, 2023. Creata da: Ripley Parker. Cast: Sophie Wilde, Lauryn Ajufo, Harry Cadby, Noah Thomas, Niamh McCormack, Sam Reuben, Robert Akodoto, Jessie Mae Alonzo, Vivienne Acheampong, Alex Hassell,Stephen Fry. Genere: Dramma adolescenziale. Durata: 45 minuti circa/8 episodi. Dove l’abbiamo visto: in anteprima su Netflix
Trama: Dopo essere stata dimessa da una clinica per disturbi alimentari, l’adolescente Mia Polanco è decisa a recuperare tutto ciò che si è persa durante il periodo di riabilitazione. Ma la ragazza dovrà presto rendersi conto che quella verso la guarigione è una strada lunga e dissestata.
Quando ripensiamo al periodo dell’adolescenza, è normale chiamare alla mente tutti quei momenti tipici di quel periodo tanto emozionante quanto complesso: le farfalle allo stomaco per il primo amore, le uscite serali con gli amici, le litigate con i genitori che sembravano proprio non riuscire a comprendere il nostro mondo. Magari l’adrenalina per qualcosa che non avremmo dovuto fare. Per milioni di adolescenti che soffrono di disturbi alimentari, però, questi ricordi saranno in qualche modo contaminati da un’altra sensazione, molto più divorante: quella della fame. Parte proprio da questo presupposto il nuovo teen drama sbarcato su Netflix il 5 ottobre, raccontando la storia dell’adolescente londinese Mia Polanco, appena dimessa da una clinica per curare l’anoressia e adesso desiderosa di prendere a morsi la vita. Ma quello verso la guarigione si rivelerà un percorso tutt’altro che facile.
Come vedremo nella nostra recensione di Everything Now, la serie ideata da Ripley Parker fornisce un ritratto sincero e sensibile di cosa significhi soffrire di un disturbo alimentare, rendendo lo spettatore partecipe di tutti quelli che sono i pensieri intrusivi e mendaci della sua protagonista. Una protagonista splendidamente interpretata da Sophie Wilde (Talk to Me) che ci regala una performance matura e toccante, assolutamente credibile nel ruolo di una giovane lotta con i propri demoni interiore ma anche di una semplice adolescente che desidera solo essere come i propri coetanei. Se avete amato serie come Sex Education ed Heartstopper, non potete assolutamente perdervi Everything Now.
La trama: recuperare il tempo perso

Cosa faresti se negli ultimi sette mesi avessi vissuto circondata da mura, se ogni boccone fosse stato monitorato e ogni chilo messo su registrato? E ora, tutto quello che devi fare per uscire è non fare la pazza per i prossimi cinque minuti. Ci riuscirai?
Così inizia Everything Now, nuovo teen drama che vede protagonista la diciassettenne londinese Mia Polanco (Sophie Wilde), appena dimessa da una clinica per disturbi alimentari a causa di un problema di anoressia nervosa. Il ritorno a casa è ricco di buoni propositi per la ragazza, ma anche terribilmente caotico: durante i suoi sette mesi di assenza, infatti, il mondo sembra essere andato avanti senza di lei e i suoi amici hanno dato vita a una nuova normalità fatta di feste, alcol, sesso e droga. Desiderosa di recuperare il tempo perduto e di mettersi in pari con gli altri, Mia stila una lista (la Mia’s Bucket List) di esperienze assolutamente da fare per rimettersi in pista. Ad aiutarla nella realizzazione del suo progetto di rinascita saranno i suoi tre migliori amici Cameron (Harry Cadby), Becca (Lauryn Ajufo) e Will (Noah Thomas) e la sua nuova cotta Theo; ma la ragazza scoprirà presto che non tutto può essere pianificato nella vita.
Uno sguardo sincero al disturbo alimentare

Mi vergogno e mi vergogno di vergognarmi.
Everything Now sceglie di tralasciare le cause scatenanti del disturbo alimentare di Mia per mettere in evidenza la battaglia interiore della ragazza e tutti gli invisibili ostacoli quotidiani che deve affrontare. In questo modo, l’anoressia viene messa a nudo e presentata per quello che è: una malattia subdola e a volte fatale che provoca dismorfismo nelle persone che ne soffrono, spingendole a raccontare bugie a se stesse e agli altri. Attraverso i pensieri intrusivi della ragazza – dei quali lo spettatore viene reso partecipe – ci rendiamo conto di quelle che sono le sue paure (come la mensa della scuola, o gli specchi) e insicurezze (prima fra tutte la sua femminilità, che definisce “fallata”) e anche del modo in cui essa dissimula durante la giornata per apparire “normale” agli occhi di chi le sta intorno. La normalità è infatti la più grande aspirazione di Mia che spesso di domanda come facciano gli altri a bere e mangiare con tanta disinvoltura, senza preoccuparsi dell’apporto calorico o dei sacrifici da fare per porre rimedio a quello sgarro.
Schietta e sensibile allo stesso tempo, la serie parla sì di un’esperienza molto specifica – quella della protagonista con un problema di anoressia – ma vuole anche essere un racconto universale: proprio come Mia, anche suoi amici stanno affrontando delle battaglie invisibili, nel disperato tentativo di riuscire a rimanere a galla in quel mare burrascoso che è l’adolescenza, senza rimanere schiacciati dal peso delle aspettative sociali e dal giudizio dei coetanei.
Una magnifica Sophie Wilde

Sophie Wilde – che nel momento in cui scriviamo è al cinema con Talk to Me, il miglior film horror dell’anno – è davvero convincente nei panni di Mia Polanco, regalandoci una performance toccante e matura, capace di farci empatizzare in pochissimo tempo con le emozioni della protagonista. Con la sua interpretazione ricca di sfaccettature, l’attrice riesce ad esprimere la dicotomia – in realtà assolutamente normale per una ragazza dell’età di Mia – che caratterizza il suo personaggio: da una parte una giovane donna in lotta con i propri demoni interiori, dall’altro un’adolescente che desidera solo rimanere al passo con i propri amici e che, per questo, si butta a capofitto in esperienze che forse non era ancora pronta a vivere.
L’interpretazione della Wilde è anche coadiuvata da un ottimo cast di supporto. Dagli inseparabili amici che accompagnano Mia in quel difficile percorso in salita che è la guarigione ai membri della famiglia della ragazza, sempre pronti ad aiutarla nonostante a volte non riescano a comprenderla: ognuno di loro ha un proprio ruolo utile e ben definito nonché un personale arco narrativo.
La recensione in breve
Everything Now fornisce un ritratto sincero e sensibile di cosa significhi soffrire di un disturbo alimentare, rendendo lo spettatore partecipe di tutti quelli che sono i pensieri intrusivi e mendaci della sua protagonista. Una protagonista splendidamente interpretata da Sophie Wilde (Talk to Me) che ci regala una performance matura e toccante, assolutamente credibile nel ruolo di una giovane lotta con i propri demoni interiore ma anche di una semplice adolescente che desidera solo essere come i propri coetanei.
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