Edoardo è l’ex compagno di Luca Trapanese e, a quanto ne sappiamo, è un magistrato. Luca ha raccontato che lui e Edoardo si sono conosciuti su un treno e sono stati insieme per 11 anni, fino a quando poi si sono lasciati, forse in disaccordo sui loro progetti di vita. Poco dopo Trapanese, da single, ha adottato Alba, una bambina affetta da sindrome di Down.
In un’intervista al Corriere, Trapanese raccontò di aver conosciuto il suo ex fidanzato su un treno in un periodo in cui pensava di farsi prete e di non aver mai fatto coming out in famiglia, perché semplicemente presentò Eduardo ai suoi. “Ho semplicemente invitato Edoardo a casa una domenica a mangiare il ragù, l’ho presentato ai miei e poi ci siamo seduti tutti insieme a tavola. Mia cognata scherzava sempre dicendo che il preferito dei suoceri era lui. Ho avuto la fortuna di avere una famiglia aperta, sempre in ascolto”
Nel libro da cui è stato tratto il film che racconta la storia di Luca e Alba – ne abbiamo parlato nella recensione di Nata per te – Luca e Edoardo vengono raccontati come una coppia molto solida, che al momento di valutare quali strade intraprendere per avere un figlio, si trova ad affrontare delle discordanze. Nel libro infatti è scritto: “Nell’ascoltarli mi convinsi che Edoardo avesse superato qualsiasi perplessità relativa alla maternità surrogata. Luca non lo diceva esplicitamente, ma mi sembrò già allora mettere in dubbio l’eticità della via canadese. Oppure ironizzava sul costo dell’intera procedura e su chi dei due ci avrebbe messo i soldi e chi il seme (…) Non essendo riconosciuta in Italia la stepchild adoption, in caso di morte del padre biologico l’altro, pur avendo cresciuto per anni il figlio, non ne diventa affidatario automatico, anzi i parenti del morto potrebbero opporsi alla convivenza e provare ad escluderlo completamente dalla vita del minore”
Quando i due si lasciano, Luca Trapanese porta avanti il suo sogno di diventare padre e nel libro scritto con Luca Mercadante conferma le perplessità sulla maternità surrogata: “Sarebbe falso da parte mia non ammettere che mi sentivo a disagio all’idea di pretendere un bambino sano. Se non ne hai mai avuto uno in casa, sei portato a credere che avere un figlio disabile sia una disgrazia. Ma io no… (…) Ho sempre cercato di infondere coraggio nelle famiglie dei miei ragazzi. Loro dovevano farsi coraggio, essere allegri comunque, ringraziare il Signore, e io? Che facevo? Tornavo a casa dal mio figlio biondo canadese, bravo a disegnare come me e in matematica come Edoardo?”
Oggi Trapanese ha un compagno, ma dopo la fine della storia con Edoardo, ribadì che il suo prossimo partner sarebbe stato “quello giusto”, perché avrebbe dovuto prendere “il pacchetto completo”, cioè anche la piccola Alba.
Edoardo è l’ex compagno di Luca Trapanese e, a quanto ne sappiamo, è un magistrato. Luca ha raccontato che lui e Edoardo si sono conosciuti su un treno e sono stati insieme per 11 anni, fino a quando poi si sono lasciati, forse in disaccordo sui loro progetti di vita. Poco dopo Trapanese, da single, ha adottato Alba, una bambina affetta da sindrome di Down.
In un’intervista al Corriere, Trapanese raccontò di aver conosciuto il suo ex fidanzato su un treno in un periodo in cui pensava di farsi prete e di non aver mai fatto coming out in famiglia, perché semplicemente presentò Eduardo ai suoi. “Ho semplicemente invitato Edoardo a casa una domenica a mangiare il ragù, l’ho presentato ai miei e poi ci siamo seduti tutti insieme a tavola. Mia cognata scherzava sempre dicendo che il preferito dei suoceri era lui. Ho avuto la fortuna di avere una famiglia aperta, sempre in ascolto”
Nel libro da cui è stato tratto il film che racconta la storia di Luca e Alba – ne abbiamo parlato nella recensione di Nata per te – Luca e Edoardo vengono raccontati come una coppia molto solida, che al momento di valutare quali strade intraprendere per avere un figlio, si trova ad affrontare delle discordanze. Nel libro infatti è scritto: “Nell’ascoltarli mi convinsi che Edoardo avesse superato qualsiasi perplessità relativa alla maternità surrogata. Luca non lo diceva esplicitamente, ma mi sembrò già allora mettere in dubbio l’eticità della via canadese. Oppure ironizzava sul costo dell’intera procedura e su chi dei due ci avrebbe messo i soldi e chi il seme (…) Non essendo riconosciuta in Italia la stepchild adoption, in caso di morte del padre biologico l’altro, pur avendo cresciuto per anni il figlio, non ne diventa affidatario automatico, anzi i parenti del morto potrebbero opporsi alla convivenza e provare ad escluderlo completamente dalla vita del minore”
Quando i due si lasciano, Luca Trapanese porta avanti il suo sogno di diventare padre e nel libro scritto con Luca Mercadante conferma le perplessità sulla maternità surrogata: “Sarebbe falso da parte mia non ammettere che mi sentivo a disagio all’idea di pretendere un bambino sano. Se non ne hai mai avuto uno in casa, sei portato a credere che avere un figlio disabile sia una disgrazia. Ma io no… (…) Ho sempre cercato di infondere coraggio nelle famiglie dei miei ragazzi. Loro dovevano farsi coraggio, essere allegri comunque, ringraziare il Signore, e io? Che facevo? Tornavo a casa dal mio figlio biondo canadese, bravo a disegnare come me e in matematica come Edoardo?”
Oggi Trapanese ha un compagno, ma dopo la fine della storia con Edoardo, ribadì che il suo prossimo partner sarebbe stato “quello giusto”, perché avrebbe dovuto prendere “il pacchetto completo”, cioè anche la piccola Alba.
