Martin Scorsese difende la lunga durata del suo nuovo film, Killers of The Flower Moon, che si attesta sui 206 minuti, rintuzzando in un’intervista all’Hindustan Times tutte le polemiche riguardo al minutaggio, considerato da molti spettatori, eccessivo; “La gente dice che tre ore sono troppe, ma stare cinque ore davanti al televisore invece si può fare? E quando vai a teatro, e uno spettacolo dura 3h e 30? Hai gli attori lì davanti a te, mica puoi alzarti e andartene, è una questione di rispetto. E allora rispettiamo anche il cinema“.
Secondo Scorsese, questa sua nuova opera, anche più di altre, necessita di una visione in sala per essere apprezzata appieno: “Killers Of The Flower Moon va visto sul grande schermo. Volevo fare un blockbuster? No, non direi, ho fatto un film, che, in quanto tale, va visto sul grande schermo. Funzionerebbe anche su uno schermo più piccolo, ma perché tu ti possa immergere veramente nella storia, devi trovare il tempo di andare in sala”
Molto scalpore avevano causato di recente le nuove dichiarazioni di Scorsese sul valore dei blockbuster che dominano il cinema da ormai 20 anni: “Il pericolo che rappresentano è il danno alla nostra cultura; la gente fra un po’ penserà che il cinema è soltanto questo, molti lo pensano già adesso; dobbiamo reagire in maniera ancora più forte, partendo dal basso; Dobbiamo mostrare le nostre carte, reinventarci, senza lamentarci e basta. Ma dobbiamo salvare il cinema. Non voglio dire che questi film non abbiano bravi registi o ottimi professionisti degli effetti speciali. Ma tutto questo, che senso ha? Questi film, cosa ti lasciano? Vogliono solo offrire un prodotto di consumo veloce che, una volta visto, ti esce così come ti è entrato. Cosa ti danno, questi film? Quando fai un film, devi dire qualcosa, lanciare un messaggio.”
