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Home » Film » 15 migliori film in stop motion da vedere

15 migliori film in stop motion da vedere

Ecco i migliori film in stop motion da vedere, un'arte complessa e magica che molto spesso crea opere memorabili.
Lorenzo UsaiDi Lorenzo Usai7 Novembre 2023
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Pinocchio Guillermo Del Toro
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C’è chi ancora storce il naso quando sente parlare di film in stop-motion ma il valore artistico che possiedono è innegabile e più passa il tempo, maggiore è il livello che raggiungono. Quasi perfetti nei movimenti tanto da non sembrare neanche più realizzati in tecnica stop-motion, si sono evoluti nel corso degli anni e ad oggi non c’è forma tecnica nel cinema così complicata e lunga da realizzare. Ecco dunque una selezione dei migliori film in stop motion, alcuni di decenni fa altri recentissimi, da non farvi assolutamente scappare.

1) The house (2022)

Una scena di The House

Antologia di racconti uscita su Netflix nel 2022, formata da tre storie separate appartenenti però a uno stesso nucleo centrale. L’elemento che le unisce è una casa e l’influenza che ha sulle persone che ci abitano. Basato su atmosfere cupe il prodotto attinge però anche a sfumature da commedia, alternando oscurità e luce e suggerendo poetici rimandi riflessivi.

2) L’isola dei cani (2018)

Una scena de L’isola dei cani

Storia bizzarra in puro stile Wes Anderson che racconta di una malattia trasmessa dai cani che ha iniziato a infettare la città immaginaria di Megasaki e di un ragazzo, il figlio dodicenne del sindaco, che decide di andare a Trash Island dove i cani vengono esiliati. Da qui partirà un viaggio emotivo davvero memorabile che dal 2018, anno in cui è uscito il film, ha di certo segnato uno dei punti più alti della filmografia di questo iconico regista.

3) Fantastic Mr. Fox (2009)

Una scena di Fantastic Mr. Fox

Un’altra fiaba dipinta dalla mano creativa di Anderson la cui cifra stilistica qui, esplode per la prima volta a servizio di un prodotto d’animazione. Una delle estetiche più riconoscibili nel cinema odierno volta però a migliorare anche la narrazione, riadatta un famoso romanzo di Roald Dahl traendone un suggestivo racconto che parla di famiglia, amore e buoni sentimenti attraverso un sensibile ritratto che gioca con personaggi del regno animale ma che facilmente si rispecchia nel panorama della società umana.

4) La sposa cadavere (2005)

Una scena de La sposa cadavere

Diretto da Tim Burton e Mike Johnson è uscito nel 2005 al cinema e ben presto è divenuto un vero cult, oltre che di questa tecnica d’animazione anche della storia del cinema. Il film è liberamente ispirato a una versione di un’antica storia folkloristica ebraica, trasposta in una immaginaria epoca simile all’era vittoriana. Racconta una storia d’amore, di promesse nuziali ma anche di oltretomba e cadaveri e lo fa magistralmente, colorando il tutto di tinte oscure ma sapendo regalare al tempo stesso qualche parentesi più leggere talmente ben calibrate, da conquistare milioni di persone di diverse generazioni in tutto il mondo.

5) Pinocchio (2022)

Una scena di Pinocchio

Un progetto durato 15 anni in cui Guillermo del Toro e il suo team hanno cercato di riadattare in chiave più moderna la favola che tutti conosciamo. Vincitore di tutti i premi possibili il Pinocchio del regista messicano attinge come contesto dall’epoca fascista proponendo una poetica chiave di lettura ce sa di nuovo pur rimanendo fedele allo spirito della stori originale. Solo la prova del tempo ci può limitare dal definirlo nel modo in cui si merita, ossia capolavoro contemporaneo.

6) La mia vita da Zucchina (2016)

Una scena de La mia vita da Zucchina

Diretto dallo svizzero Claude Barras e uscito nel 2016, questo armonioso lungometraggio si presenta come una poesia contemporanea. Racconta di un bimbo di nove anni che finisce in una casa con altri bambini trascurati, di seguito a situazioni familiari sgradevoli. Dopo le difficoltà del nuovo inizio, lui come gli altri, troveranno una sintonia che li legherà in un caldo nucleo di amicizia e amore. Profondamente moderno nella concezione, intriso di allusioni e parallelismi socialmente umani, finisce per divertire, commuovere e farti empatizzare senza riserve.

7) Anomalisa (2015)

Una scena di Anomalasia

Ideato, scritto e diretto da Charlie Kaufman è stato presentato in vari festival cinematografici tra cui Venezia 72, arrivando poi nei mesi seguenti nelle sale di tutto il mondo per coinvolgere gli spettatori e finendo per essere nominato in tutte le principali cerimonie durante la stagione dei premi. Molto sensibile e magnetico regala uno sguardo caloroso sulle relazioni umane, partendo dalla figura di questo celebre e solitario esperto del servizio clienti, che incontra una donna speciale in un hotel di Cincinnati. Il film è già diventato uno di quei titoli che si associano ai punti più alti raggiunti dalla tecnica dello stop-motion di recente realizzazione.

8) Nightmare Before Christmas (1993)

Una scena di Nightmare Before Christmas

Torniamo nelle atmosfere Burtoniane con un film che viene associato erroneamente a lui ma che per dirla tutta è diretto da Henry Selick. Ovviamente l’influenza di Tim Burton è molto presente essendo sia l’ideatore che il co-produttore, pertanto quei tipici toni tenebrosi misti a un grottesco a tratti gotico è l’anima primaria di questo cult. C’è chi lo vede a Natale chi ad Halloween chi anche ad agosto, sì perché Nightmare Before Christmas sarà di certo un mix tra le due celebri feste, ma è anche un caloroso veicolo di positività e ottimismo.

9) Frankenweenie (2012)

Una scena di Frankenweenie

Apparentemente tetro e oscuro, il film in questione riadatta il cortometraggio omonimo firmato da Tim Burton e chiaramente ispirato al romanzo Frankenstein di Mary Shelley. In questo caso si tratta di un ragazzo che usa la scienza per riportare in vita il proprio amato cane Sparky, ma una volta compiuta l’opera le conseguenze saranno del tutto imprevedibili. A differenza dei precedenti titoli consigliati qui si gioca su tinte monocromatiche o meglio il viaggio che lo spettatore farà sarà tinto di tutte le sfumature che vivono tra il bianco e il nero. Un altro cult di questo stile d’animazione, imperdibile e divertente.

10) Galline in fuga (2000)

Scena dal film Galline in fugaA 23 anni dalla sua uscita in sala, il quarto lungometraggio della DreamWorks Animation rimane un punto saldo dell’animazione stop-motion. Divertente, brioso e colmo di citazioni che ancora oggi vengono riadattate, racconta di un gruppo di galline che sfruttate intensamente per la produzione di uova, decide di ribellarsi al proprio destino e fuggire dall’allevamento della famiglia Tweedy. Facilmente riconducibile, almeno nell’incipit, a risvolti reali e perché no anche molto attuali viste le battaglie contro lo sfruttamento animale, il film è capace di trovare una piega ironica e intelligente nei suoi appena 81 minuti di durata, accogliendo all’istante sia grandi che piccini.

11) Coraline e la porta magica (2009)

Una scene di Coraline e la porta magica

Coraline è una bambina un po’ dispettosa che si è appena trasferita in una casa sperduta e non riesce ad ambienta. Un bel giorno in maniera del tutto inaspettata trova una porta per un mondo parallelo in cui esplorare una realtà divergente dalla sua e all’apparenza meravigliosa, che la catapulterà però in un’avventura dalle tinte decisamente horror. Diretto dallo stesso Henry Selick di Nightmare before Christmas e prodotto da Laika Entertainment si basa su un racconto scritto da Neil Gaiman che approfondisce il concetto di integrità personale, articolando il sottotesto attraverso l’istinto fondato sui valori veri che tralascia l’apparenza delle relazioni sospese e dei desideri insoddisfatti.

12) Wallace & Gromit – La maledizione del coniglio mannaro (2005)

Una scena de Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio mannaro

Protagonisti di questo film vincitore del premio Oscar nel 2006 come Miglior film d’animazione, sono Wallace e Gromit personaggi già noti in alcuni cortometraggi di successo. Tra competizioni cittadine, verdure e conigli giganti la DreamWorks racconta una storia dal successo assicurato, tanto che dei 30 milioni di dollari spesi per realizzarlo ne riuscirà a guadagnare 192. Il film ha richiesto 2,8 tonnellate di plastilina in 42 colori e 1000 salviettine per neonati per pulire il materiale dalle dita degli animatori. L’enorme lavoro si riversa anche su tutti gli sfondi che sono stati interamente dipinti a mano. Si tratta dell’ultimo film d’animazione della DreamWorks ad essere stato distribuito in VHS.

13) ParaNorman (2012)

Una scena di ParaNorman

Una maledizione oscura, un bambino che vede i fantasmi e una cittadina da salvare, questi sono gli ingredienti base del film datato 2012 e diretto da Sam Fell e Chris Butler. Partendo da tematiche come l’emarginazione e il tema del diverso, evolverà un’avventura tra presenze tenebrose e risvolti dal sapore divertente. Forse non uno dei titoli più ricordati dell’animazione stop-motion ma che per argomentazioni e qualità tecnica va assolutamente recuperato.

14) Kubo e la spada magica (2016)

Una scena di Kubo e la spada magica

Diretto da Travis Knight che appena due anni dopo sarà a capo del progetto Bumblebee (spin-off della saga Transformers), Kubo e la spada magica è prodotto dallo studio di animazione Laika e pur avendo una trama originale, attinge chiaramente da elementi che provengono dalla mitologia e dal folklore giapponese. Kubo è un ragazzino cieco da un occhio che vive in una grotta isolata a picco sul mare, dove si prende cura della madre malata. Un giorno l’evocazione non voluta di uno spirito vendicativo lo porterà ad avventurarsi insieme ad alcuni amici con lo scopo di sistemare le cose. Magia, combattimenti, animali di ogni tipo e tanta immaginazione, un film esteticamente avvolgente che si fatica a dimenticare.

15) Manodopera (2022)

Una scena di Manodopera

Dopo il debutto al Festival internazionale del film d’animazione di Annecy nel 2022, il film diretto da Alain Ughetto è arrivato nelle sale internazionali pronto a coinvolgere con la sua semplice ma efficace storia. Il regista racconta il viaggio dei suoi nonni, contadini piemontesi nati alla fine del XIX secolo, spinti ad emigrare in Francia dalle loro condizioni di vita e dall’ascesa al potere del partito fascista. Stratificato e poetico è capace di regalare in maniera leggera e delicata, una visione sulla povertà e su ciò che consegue l’esplorazione di tematiche forti come il dolore delle ingiustizie e le conseguenze dell’emigrazione. Da recuperare senza dubbio.

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