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Home » Personaggi » Sylvester Stallone sul padre violento e l’aggressione in pubblico: “Mi prese per il collo”

Sylvester Stallone sul padre violento e l’aggressione in pubblico: “Mi prese per il collo”

Sylvester Stallone, racconta, nel documentario Sly, l'aggressione fisica subita ad opera del padre violento, quando aveva 13 anni.
Simone FrigerioDi Simone Frigerio4 Novembre 2023
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Sylvester Stallone
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Sylvester Stallone ha raccontato per la prima volta, di un’aggressione subita in gioventù, ad opera del padre violento, durante una partita di polo; in un estratto dal nuovo documentario autobiografico intitolato Sly, l’attore riporta senza censure il drammatico episodio, avvenuto durante una gara di livello nazionale, in cui il padre Frank, irritato per un errore, prese il figlio per il collo.

“Mio padre era uno che alzava le mani, e io ho conosciuto fin da subito il dolore, quello vero. A un certo punto, mi sono detto: “Qualunque cosa faccia, io non gliela darò vinta, non crollerò”. Poi, un giorno, mentre sto facendo una gara nazionale di polo, lo sento gridare dagli spalti: mi diceva che non stavo montando il cavallo nel modo giusto. A un certo punto tiro le redini per fermare la bestia e provare poi a colpire di nuovo la palla, e mi vedo mio padre, sceso di corsa giù dalle gradinate, che corre verso di me, mi prende per il collo, mi butta a terra, sale sul cavallo ed esce dal campo di gioco. In quel momento gli ho urlato che non avrei mai più voluto vedere un cavallo in vita mia”

Dopo il divorzio dei genitori, Sylvester Stallone era andato a vivere con il padre Frank nella campagna del Maryland, fra campi sterminati, grilli e… cavalli: “Fin da bambino ho avuto una certa affinità con i cavalli. Non erano cavalli seri, roba da 20, 25 dollari, quelli che mio padre riusciva a rimediare“. In qualche modo, padre e figlio riescono in breve a inserirsi nel giro delle gare di polo: “Tutti lì, in quel circuito, avevano cavalli bellissimi, stalle ordinatissime, con ranch enormi a disposizione; noi stavamo in un posto che era un vero cesso, e i nostri cavalli erano tutti mezzi morti… se tiravi troppo forte le redini, rischiavi che diventassero ciechi“.
Stallone pratica il polo per qualche anno, senza troppe aspettative, ma con buone speranze: “Ero poco più che un amatore, ma piano piano ho cominciato a migliorare, e a 13 anni, cominciavo ad avere buone prospettive di farmi notare a livello nazionale“. Poi, l’incidente con il padre e la decisione di abbandonare l’attività agonistica.

Il padre di Stallone, Frank, è morto nel 2011 all’età di 91 anni, a causa di un tumore. Stallone sr. aveva origini italiane, era nato a Gioia Del Colle e si era trasferito negli Stati Uniti all’età di 11 anni. Aveva quattro figli, Frank jr e Sylvester, nati dal matrimonio con Jaqueline, e altri due figli da successivi matrimoni.

 

Sylvester Stallone ha raccontato per la prima volta, di un’aggressione subita in gioventù, ad opera del padre violento, durante una partita di polo; in un estratto dal nuovo documentario autobiografico intitolato Sly, l’attore riporta senza censure il drammatico episodio, avvenuto durante una gara di livello nazionale, in cui il padre Frank, irritato per un errore, prese il figlio per il collo.

“Mio padre era uno che alzava le mani, e io ho conosciuto fin da subito il dolore, quello vero. A un certo punto, mi sono detto: “Qualunque cosa faccia, io non gliela darò vinta, non crollerò”. Poi, un giorno, mentre sto facendo una gara nazionale di polo, lo sento gridare dagli spalti: mi diceva che non stavo montando il cavallo nel modo giusto. A un certo punto tiro le redini per fermare la bestia e provare poi a colpire di nuovo la palla, e mi vedo mio padre, sceso di corsa giù dalle gradinate, che corre verso di me, mi prende per il collo, mi butta a terra, sale sul cavallo ed esce dal campo di gioco. In quel momento gli ho urlato che non avrei mai più voluto vedere un cavallo in vita mia”

Dopo il divorzio dei genitori, Sylvester Stallone era andato a vivere con il padre Frank nella campagna del Maryland, fra campi sterminati, grilli e… cavalli: “Fin da bambino ho avuto una certa affinità con i cavalli. Non erano cavalli seri, roba da 20, 25 dollari, quelli che mio padre riusciva a rimediare“. In qualche modo, padre e figlio riescono in breve a inserirsi nel giro delle gare di polo: “Tutti lì, in quel circuito, avevano cavalli bellissimi, stalle ordinatissime, con ranch enormi a disposizione; noi stavamo in un posto che era un vero cesso, e i nostri cavalli erano tutti mezzi morti… se tiravi troppo forte le redini, rischiavi che diventassero ciechi“.
Stallone pratica il polo per qualche anno, senza troppe aspettative, ma con buone speranze: “Ero poco più che un amatore, ma piano piano ho cominciato a migliorare, e a 13 anni, cominciavo ad avere buone prospettive di farmi notare a livello nazionale“. Poi, l’incidente con il padre e la decisione di abbandonare l’attività agonistica.

Il padre di Stallone, Frank, è morto nel 2011 all’età di 91 anni, a causa di un tumore. Stallone sr. aveva origini italiane, era nato a Gioia Del Colle e si era trasferito negli Stati Uniti all’età di 11 anni. Aveva quattro figli, Frank jr e Sylvester, nati dal matrimonio con Jaqueline, e altri due figli da successivi matrimoni.

 

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