Denis Villeneuve ha dichiarato alla stampa sudcoreana che la sceneggiatura di Dune 3, tratto dal romanzo Messia di Dune di Frank Herbert, e terzo film della saga di Dune, è attualmente in fase di scrittura, e sta per essere terminata a breve; nel contempo, però, il regista di Blade Runner 2049 ha raffreddato gli entusiasmi, ammettendo che, probabilmente, Dune 3 non sarà il suo prossimo film, e che dovremo quindi attendere un po’ prima di poter vedere trasposto sullo schermo il prosieguo dell’epopea di Paul Atreides.
Nelle dichiarazioni, riportate da Variety, Villeneuve ammette il suo grande amore per il mondo creato da Herbert, ma sottolinea di aver bisogno di una pausa da un universo tanto complesso: “Stiamo scrivendo Messia di Dune in questo momento; la sceneggiatura è quasi finita, ma non è ancora finita; per me fare il terzo film sarebbe un sogno, che mi sembra decisamente realizzabile. Tuttavia, non ho idea di quando tornerò su Arrakis [il pianeta dove è ambientata la saga, ndr]. Potrei fare prima una piccola deviazione, giusto per non farmi accecare dal sole [Arrakis è un pianeta totalmente desertico, piagato da una siccità millenaria, ndr]. Per preservare la mia sanità mentale, nel frattempo potrei fare qualcos’altro, ma davvero, il mio sogno sarebbe, tornare, un’ultima volta, sul pianeta che tanto amo“.
Pungolato sull’argomento durante la tavola rotonda dedicata dal CCXP di San Paolo a Dune: Part Two, secondo film della saga in uscita nel 2024, Villeneuve aveva stuzzicato i fan presenti, lasciando intendere che un terzo film sarebbe possibile solo in caso di successo commerciale del secondo: “Sarebbe un sogno, facciamo in modo che si avveri!“; già in precedenza, in un’intervista dell’agosto 2023 al magazine Empire, il regista aveva lasciato intendere che un terzo film fosse in preparazione: “Ho già scritto qualcosa, e il mio sogno sarebbe poter completare questa trilogia“.
Parlando di Dune: Part Two ai giornalisti coreani, Villeneuve ha segnalato un cambio di passo rispetto al primo capitolo, uscito nel 2021: “Qui ci sono un’intensità e una qualità nella scrittura dei personaggi che nel primo un po’ mancavano; non dico che sia un film perfetto, ma mi ha soddisfatto molto di più rispetto al primo; sono riuscito ad ottenere una maggior vivacità, e a far scaturire empatia nei confronti dei personaggi“.
