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Home » Film » Fear Street: Prom Queen, la spiegazione del finale: una famiglia di assassini

Fear Street: Prom Queen, la spiegazione del finale: una famiglia di assassini

La spiegazione del finale di Fear Street: Prom Queen, ultimo capitolo a se stante del franchise di successo targato Netflix.
Sofia BiaginiDi Sofia Biagini27 Maggio 2025
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Fear Street: Prom Queen
Fear Street: Prom Queen. Fonte: Netflix
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Fear Street: Prom Queen (di cui trovate la nostra recensione) è il nuovo, attesissimo capitolo autonomo della saga Fear Street targata Netflix, liberamente ispirata ai romanzi horror per ragazzi di R.L. Stine. Ambientato nel 1988, il film ci trasporta nuovamente nella cittadina maledetta di Shadyside, dove il ballo di fine anno, come prevedibile, finisce ben presto per trasformarsi in un incubo a occhi aperti. Al centro della vicenda c’è Lori Granger, una ragazza determinata ma emarginata, che decide di candidarsi come reginetta del ballo contro Tiffany Falconer, la classica “queen bee” scolastica, viziata e popolare. Tuttavia, mentre la competizione si intensifica, una figura mascherata in impermeabile rosso comincia a eliminare brutalmente le altre candidate. Quello che doveva essere un sogno si trasforma, così, in una notte di sangue, sospetti e rivelazioni scioccanti. Ma scopriamone di più nella nostra spiegazione del finale di Fear Street: Prom Queen…

Come finisce Fear Street: Prom Queen?

India Fowler in una scena di Fear Street: Prom Queen.
India Fowler in una scena di Fear Street: Prom Queen. Fonte: Netflix

Il climax del film si consuma proprio durante il ballo. Quando Lori viene incoronata reginetta, il misterioso killer fa irruzione in palestra, gettando nel panico studenti e professori. In un susseguirsi di scene splatter, la maschera del carnefice cade: è Dan Falconer, padre di Tiffany. L’uomo ha agito spinto dal desiderio ossessivo di vedere sua figlia vincere a ogni costo, massacrando le rivali per spianarle la strada verso la corona.

Tuttavia, la vera sorpresa arriva poco dopo. Quando Lori accetta di restare a dormire a casa Falconer, scoprendo con orrore che anche Nancy, la madre di Tiffany, era coinvolta nei delitti. In un confronto finale tesissimo, Lori è costretta a difendersi e riesce a uccidere entrambe: Tiffany viene spinta giù da una balconata finendo impalata, mentre Nancy viene colpita alla testa con un trofeo. Lori esce dalla casa, ferita e ricoperta di sangue, ma vittoriosa, pronunciando la frase che sigilla il suo percorso di crescita: “Io sono Lori f***** Granger.”

Una famiglia di mostri

Una scena di Fear Street: Prom Queen.
Una scena di Fear Street: Prom Queen. Fonte: Netflix

Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, Fear Street: Prom Queen non presenta un solo assassino, ma ben tre. Il primo a essere smascherato è Dan Falconer, che indossava la maschera e commetteva i delitti durante il ballo. La sua motivazione non è solo il desiderio di aiutare la figlia, ma anche un senso distorto di orgoglio familiare e controllo.

Nancy Falconer, sua moglie, agisce invece spinta da un rancore più profondo: serba infatti odio verso la famiglia Granger da quasi vent’anni, convinta che le abbiano rubato ciò che le spettava, ovvero l’uomo che amava, una vita, il rispetto del paese. Allo stesso modo, anche Tiffany, la figlia, viene travolta dalla follia familiare. Nonostante non abbia ucciso direttamente, tenta di assassinare Lori in seguito, mostrando quanto l’oscurità le sia stata trasmessa come un’eredità.

Chi sopravvive e chi muore?

Un'immagine dell'assassino mascherato.
Un’immagine dell’assassino mascherato. Fonte: Netflix

La scia di sangue lasciata dai Falconer è lunga. Tutte le candidate a reginetta del ballo, tranne Lori, vengono brutalmente eliminate. Il professore Mr. Stokeland, diversi studenti e persino il preside della scuola sono tra le vittime. Si stima che il bilancio finale si aggiri tra i dodici e i quattordici morti. Tuttavia, non tutti soccombono. Lori, dal canto suo, è la final girl per eccellenza: coraggiosa, resiliente, capace di trasformarsi da vittima designata a eroina. Anche la sua migliore amica Megan riesce a sopravvivere, grazie all’intervento salvifico di Lori.

Chi ha davvero ucciso il padre di Lori?

Una scena di Fear Street: Prom Queen.
Una scena di Fear Street: Prom Queen. Fonte: Netflix

Un’ombra inquietante grava su Lori fin dall’inizio: la reputazione della madre, accusata di aver ucciso il padre proprio durante il loro ballo anni prima. La città ha sempre creduto a questa versione, alimentando il pregiudizio contro la famiglia Granger. Ma durante il confronto finale, Nancy confessa la verità: fu lei a uccidere il padre di Lori, spinta dalla gelosia e dal rifiuto. Un omicidio camuffato da scandalo adolescenziale, che ha rovinato la vita di un’intera famiglia per decenni.

Il marchio della strega nei titoli di coda

Katherine Waterston nella scena post credit di Fear Street: Prom Queen.
Katherine Waterston nella scena post credit di Fear Street: Prom Queen. . Fonte: Netflix

Nonostante Fear Street: Prom Queen sia concepito come film autonomo, un dettaglio nei titoli di coda collega sottilmente questa storia alla trilogia originale: dopo la morte di Nancy, infatti, il sangue che scorre dalla sua testa assume una forma familiare, ovvero il marchio della strega, noto anche come simbolo del Diavolo. Questo emblema era associato ai sacrifici compiuti dalla famiglia Goode per mantenere la maledizione su Shadyside nei film precedenti. La sua apparizione fa sorgere un dubbio: Nancy potrebbe essere stata una delle vittime designate dalla famiglia Goode anni prima? Una pedina nella lunga catena di orrore che affligge Shadyside?

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