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Home » Film » Film che ti mettono a disagio senza sapere perché. Un viaggio nel cinema dell’inquietudine sottile, lontano dall’horror esplicito

Film che ti mettono a disagio senza sapere perché. Un viaggio nel cinema dell’inquietudine sottile, lontano dall’horror esplicito

Dieci film che, senza ricercare lo spavento immediato, lasciano nello spettatore un profondo senso di disagio.
Sofia BiaginiDi Sofia Biagini20 Gennaio 2026
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Una scena di Funny Games.
Una scena di Funny Games. Fonte: Lucky Red Distribuzione.
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Ci sono film che non ricercano lo spavento immediato e non fanno affidamento sulla violenza o sul soprannaturale per colpire lo spettatore, ma riescono comunque a creare una sensazione persistente di disagio. È un cinema che lavora sulle atmosfere, sulle relazioni tra i personaggi e su un uso molto preciso del tempo e dello spazio, lasciando spesso che le immagini parlino più delle parole. In questi film il senso di inquietudine non nasce da ciò che accade apertamente, ma da ciò che rimane implicito e da dinamiche che non vengono mai chiarite del tutto, chiedendo allo spettatore di confrontarsi con un malessere che non ha bisogno di essere nominato per essere percepito.

1. Il sacrificio del cervo sacro (2017)

Una scena de Il sacrificio del cervo sacro.
Una scena de Il sacrificio del cervo sacro. Fonte: Lucky Red

Il film di Yorgos Lanthimos costruisce il proprio malessere appoggiandosi su una quotidianità apparentemente ordinata, abitata da personaggi che parlano e si muovono come se le emozioni fossero sempre filtrate. Colin Farrell e Nicole Kidman interpretano una coppia la cui vita viene lentamente alterata dall’ingresso di un adolescente enigmatico, il cui comportamento rimane a lungo inspiegabile. La storia avanza a rilento, lasciando che il disagio si accumuli attraverso dialoghi innaturali e situazioni familiari che sembrano prive di calore. E quando la vicenda assume contorni più espliciti, il film è già riuscito a creare un senso di tensione profonda, rendendo l’epilogo ancora più disturbante…

2. Eyes Wide Shut (1999)

Eyes Wide Shut.
Eyes Wide Shut. Fonte: Warner Bros.

Con Eyes Wide Shut, Stanley Kubrick realizza un film che si muove come un lungo percorso nel buio, in cui ogni incontro sembra carico di un significato che però non viene mai chiarito fino in fondo. Tom Cruise interpreta un uomo che, dopo una confessione della moglie, si ritrova a vagare in una New York irreale, fatta di luci soffuse e spazi eleganti ma anche estremamente inquietanti. Nicole Kidman, pur presente in poche scene chiave, è centrale nel creare quella frattura iniziale che non si ricompone mai. Il disagio nasce dalla sensazione costante di trovarsi in un mondo regolato da rituali incomprensibili, dove nulla esplode davvero ma tutto rimane sospeso all’interno di una tensione silenziosa.

3. Mulholland Drive (2001)

Una scena di Mulholland Drive.
Una scena di Mulholland Drive. Fonte: 01 Distribution

In Mulholland Drive, David Lynch abbandona ogni struttura narrativa rassicurante e accompagna lo spettatore in un racconto che cambia forma senza preavviso. Naomi Watts attraversa il film assumendo identità diverse, mentre la storia si frammenta e si ricompone secondo una logica più emotiva che razionale. L’inquietudine non deriva da eventi specifici, ma dalla continua perdita di orientamento, dal fatto che nessuna scena sembra avere un significato definitivo. In questo modo, anche i momenti apparentemente ordinari vengono attraversati da una tensione latente che rende il film difficile da dimenticare.

4. Under the Skin (2013)

Scarlett Johansson in Under the Skin.
Scarlett Johansson in Under the Skin. Fonte: BiM Distribuzione

In Under the Skin, Jonathan Glazer segue una donna misteriosa che si muove tra le strade della Scozia adescando uomini solitari, interpretata da Scarlett Johansson in uno dei ruoli più spiazzanti della sua carriera. Il film racconta pochissimo in modo diretto e preferisce mostrare situazioni quotidiane osservate da uno sguardo che non sembra umano, o che comunque fatica a comprenderlo. L’inquietudine nasce dal contrasto tra ambienti quotidiani e comportamenti che non seguono le regole sociali, creando una distanza costante tra ciò che vediamo e ciò che capiamo.

5. The Lobster (2015)

Colin Farrell in The Lobster.
Colin Farrell in The Lobster. Fonte: Good Films

In The Lobster, Lanthimos immagina una società in cui le relazioni sentimentali sono regolamentate da norme rigide e assurde, ma racconta questo mondo con un tono sorprendentemente neutro. Colin Farrell interpreta un uomo che cerca di adattarsi a un sistema che punisce la solitudine, accettando regole che appaiono crudeli proprio perché trattate come normali. Il film mette a disagio non tanto per ciò che mostra, quanto per il modo in cui i personaggi si adeguano senza mettere in discussione il contesto in cui vivono, creando un riflesso inquietante su dinamiche molto più vicine alla realtà di quanto sembri.

6. It Comes at Night (2017)

Una scena di It Comes at Night.
Una scena di It Comes at Night. Fonte: Eagle Pictures

Il film di Trey Edward Shults è costruito interamente sulla tensione che nasce dalla paura dell’altro e dall’impossibilità di distinguere il pericolo reale da quello immaginato. Joel Edgerton interpreta un uomo ossessionato dalla sicurezza della propria famiglia, mentre il mondo esterno rimane volutamente indefinito. L’assenza di una minaccia chiaramente visibile rende ogni decisione estremamente ambigua, facendo sì che il disagio cresca lentamente, alimentato dal sospetto e da una paura che finisce per guidare le scelte più importanti.

7. Funny Games (1997)

Una scena di Funny Games.
Una scena di Funny Games. Fonte: Lucky Red Distribuzione.

In Funny Games, Michael Haneke parte da un incontro apparentemente innocuo, con due ragazzi educati che entrano nella casa di una famiglia in vacanza, e lascia che la situazione si deteriori poco alla volta. Le richieste iniziali sono banali, quasi imbarazzanti, ma con il passare del tempo la violenza emerge in modo sempre più esplicito, senza mai essere accompagnata da rabbia o caos; ed è proprio questo contrasto tra la gravità di ciò che accade e il tono controllato dei personaggi a rendere il film così disturbante. Lo spettatore assiste a un’escalation che non offre spiegazioni né vie di fuga, rimanendo intrappolato in una tensione che diventa sempre più difficile da sostenere.

8. The Invitation (2015)

Una scena di The Invitation.
Una scena di The Invitation. Fonte: Koch Media

The Invitation si sviluppa quasi interamente all’interno di una casa, durante una cena che dovrebbe essere conviviale ma che diventa progressivamente opprimente. Karyn Kusama costruisce la tensione attraverso piccoli segnali, lasciando che il sospetto si accumuli senza mai esplicitarsi del tutto. Il film mette a disagio perché costringe lo spettatore a condividere l’incertezza del protagonista, che percepisce una minaccia ma non riesce a definirla fino a quando è ormai troppo tardi.

9. A Ghost Story (2017)

Rooney Mara in A Ghost Story.
Rooney Mara in A Ghost Story. Fonte: Universal Pictures

A Ghost Story racconta la storia di un uomo che muore improvvisamente e rimane, sotto forma di fantasma, nella casa in cui viveva con la compagna, interpretata da Rooney Mara. Il film segue il tempo che passa dentro e intorno a quella casa, mentre le persone cambiano e la vita va avanti senza di lui. L’inquietudine nasce dal modo in cui il dolore e l’assenza vengono mostrati senza cercare di commuovere lo spettatore in modo facile, attraverso attese lunghe e silenzi prolungati.

10. Niente da nascondere (2005)

Niente da nascondere.
Niente da nascondere. Fonte: BIM Distribuzione

In Niente da nascondere, Michael Haneke racconta la progressiva destabilizzazione di una coppia borghese parigina, interpretata da Daniel Auteuil e Juliette Binoche, che inizia a ricevere videocassette anonime con riprese fisse della propria abitazione. Non ci sono minacce esplicite né richieste, ma quelle immagini, così statiche e apparentemente innocue, aprono una frattura profonda nella vita dei protagonisti. Il film procede con un ritmo controllato, evitando qualsiasi enfasi, e lascia che il disagio emerga attraverso le reazioni dei personaggi, sempre più nervosi e sulla difensiva.

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