Il bambino col pigiama a righe non è ispirato a una storia vera, nonostante l’ambientazione e il contesto storico siano reali. Il film infatti è tratto da un romanzo di John Boyne, pubblicato nel 2006, che tratta il tema della shoah attraverso l’amicizia tra due bambini, uno ebreo e uno tedesco. L’autore del libro ha spiegato che Bruno e Shmuel non sono basati su persone realmente esistite, ma a dargli l’ispirazione fu l’immagine mentale di due bambini seduti, divisi da un recinto.

Il film di Mark Herman torna su un argomento molto dibattuto, quello della solidarietà all’interno dei campi di concentramento, e per farlo racconta la storia dell’amicizia tra due bambini, Bruno (Asa Butterfield) e Shmuel (Jack Scanlon), che giocano al confine delle recinzioni di un lager. Bruno è tedesco e si è trasferito con la sua famiglia nelle campagne circostanti, mentre Shmuel è internato come molti ebrei. I due giocano, nonostante siano divisi dal filo spinato, e fanno amicizia, nonostante i condizionamenti che Bruno riceve in merito agli ebrei “nemici”. Il culmine della drammaticità viene raggiunto quando Bruno, il bambino tedesco, si infila un pigiama a righe e scava una fossa per raggiungere un amico all’interno del lager.
L’autore del romanzo che ha ispirato il film ha anche spiegato a The Irish Times quando ha avuto l’ispirazione e come.
“Il 27 aprile 2004, ebbi questa immagine nella mia mente di due ragazzini seduti, divisi da un recenti. Sapevo dove si trovava il recinto, sapevo anche cosa rappresentava ognuno dei due bambini, e volevo parlare di loro”
Nell’articolo scritto di suo pugno, Boyne ha sottolineato che ci tiene a sottolineare che il romanzo è un’opera di fantasia, soprattutto ai lettori più giovani.
“Ho sempre cercato di far capire ai giovani lettori che si tratta di un’opera di fantasia – una favola – e di elencare i titoli che consiglierei loro di leggere dopo, proprio come fece un professore con me. Se questo ha incoraggiato alcuni di loro a esplorare ulteriormente l’argomento (…) allora, per me, questo rappresenta forse il risultato più significativo del romanzo”
Tra i libri che gli furono consigliati da ragazzo Boyne annovera Il sistema periodico di Primo Levi e La notte di Elia Wiesel, incentrato sull’esperienza di quest’ultimo nei campi di concentramento.
Possiamo dunque dire che nonostante il film Il bambino con il pigiama a righe non sia tratto da una storia vera, racconta una storia credibile e che suscita un profondo coinvolgimento, che si sviluppa all’interno di una tragedia realmente accaduta.
