Il giorno sbagliato, film del 2020, non è ispirato a una storia vera, perché racconta una storia di finzione che tuttavia riflette la rabbia sociale del periodo della pandemia. Al centro della trama infatti, la furia omicida di un uomo, interpretato da Russell Crowe, che dopo aver ucciso la sua ex moglie e il suo nuovo compagno, inizia a perseguitare un’altra donna, colpevole di aver suonato il clacson in sua direzione, mentre si trovavano nel traffico.
Il regista Derrick Borte ha sottolineato in un’intervista rilasciata a Screenrant nel 2020, quindi in piena pandemia, che “il film riflette molto di ciò che sta succedendo nel mondo in questo periodo” e che si tratta di una storia che può accadere a tutti.
“Credo che la sceneggiatura restituisca il senso di scontento generale e la mancanza di fiducia nelle istituzioni, le quali dovrebbero garantire il funzionamento della società e proteggere gli individui. Credo che lo sceneggiatore sia stato in grado di ritrarre questo mondo come un riflesso di molte cose che stanno succedendo là fuori, oggi”
La pellicola, prodotta dalla casa di produzione indipendente Solstice Studios, infatti, è uscita nei cinema statunitensi in piena pandemia, nell’estate 2020, in un periodo in cui le tensioni psicologiche e sociali erano palpabili. A proposito del realismo della vicenda, il regista ha detto:
“Tutti quelli che ho conosciuto, prima o poi, nella loro vita, hanno conosciuto una versione personale del protagonista interpretato da Russell, anche se chiaramente, non con conseguenze tanto estreme; tutti hanno una storia di automobilisti arrabbiati da raccontare: la rabbia al volante fa ormai parte della nostra quotidianità; per questo, a mio parere, il film funziona così tanto. A noi tutti basta così poco, una suonata di clacson di troppo, per finire in una situazione pericolosa; è tutto molto plausibile, qualcosa di cui tutti potremmo, un giorno o l’altro, avere esperienza”.

Come scrive Entertainment Weekly, Russell Crowe ha sottolineato l’eco della vicenda narrata nel film rispetto a quanto accade nella società contemporanea:
“Dopo aver letto la sceneggiatura, ero terrorizzato… all’inizio non capivo perché, ma poi alla lunga ho inziato a dare un nome a quel sentimento di paura… avevo paura perché il film raccontava la verità di quello che vediamo attorno a noi tutti i giorni, una violenza del tutto priva d”umanità, che dà il là a reazioni scomposte, non solo in America, ma in tutta la società occidentale, da quello che entra a scuola armato, a una che al supermercato ti tira i capelli perché vuole la tua confezione di carta igienica, Si è trattato di un ruolo molto difficile da interpretare per me, proprio a causa della sua apparente mancanza di complessità; nella mia carriera ho interpretato molti villain, tutti molto sfaccettati, e invece lui è il prodotto, semplice e diretto, di un grave trauma”.
