Il film Interstellar è ricordato anche per il discorso sull’amore, che ci presenta questo sentimento come unica forza in grado di travalicare i confini dello spazio e del tempo, l’unica cosa in grado di salvare l’umanità dall’estinzione. Il concetto viene chiaramente espresso nel testo del dialogo che vi presentiamo qui sotto, tratto da una scena tra Amelia e Cooper.
Amelia: L’amore non è una cosa che abbiamo inventato noi. È misurabile, è potente. Deve voler dire qualcosa.
Cooper: L’amore ha un significato, sì. Utilità sociale, solidarietà, allevare bambini…
Amelia: Amiamo persone che sono morte. Qui non c’è un’utilità sociale.
Cooper: Non c’è.
Amelia: Forse vuol dire qualcosa di più, qualcosa che non possiamo ancora afferrare. Magari è una testimonianza, un… un artefatto di un’altra dimensione che non possiamo percepire consciamente. Io sono dall’altra parte dell’universo attratta da qualcuno che non vedo da un decennio, una persona che forse è morta. L’amore è l’unica cosa che riusciamo a percepire che trascenda dalle dimensioni di tempo e spazio. Forse di questo dovremmo fidarci, anche se non riusciamo a capirlo ancora
Il significato di questo breve scambio ci riporta al senso stesso del viaggio della Endurance; Cooper e Brand, infatti, sono in missione esplorativa alla ricerca di un pianeta abitabile per la razza umana, dopo che la Terra sarà stata resa invivibile dalle inarrestabili catastrofi naturali. Cooper, spinto da considerazioni razionali, vorrebbe far rotta su un pianeta i cui dati preliminari appaiono più promettenti; Brand contrappone però la sua prospettiva, che nasce da una considerazione emotiva e personale, ma che riesce a estendersi e diventare universale; il comprensibile desiderio di voler rivedere qualcuno che si è amato, non può, forse, essere essere segno che, a spingerci alla conoscenza e al miglioramento di noi stessi, è una forza molto più grande di noi, che noi non siamo in grado di comprendere, ma che può, ad ogni buon conto, rivelarsi misurabile tanto quanto un elemento della realtà tangibile?
Cooper rifiuta questa posizione, almeno inizialmente, e infatti indirizza l’Endurance verso un altro pianeta. Più avanti, però, quando si troverà all’interno del portale spaziotemporale, capirà che solo attraverso il legame d’amore con sua figlia, gli sarà possibile trasmettere, al di là dello spazio e del tempo, le informazioni raccolte da TARS all’interno del buco nero, necessarie alla salvezza dell’umanità. Proprio grazie all’amore, infatti, Cooper troverà l’àncora che gli servirà da vettore delle informazioni. Come spiega lui stesso all’assistente – robot TARS,
Cooper: È infinitamente complesso. Loro hanno accesso a tempo e spazio infinito, ma non sono legati a niente.
Non possono trovare un posto specifico nel corso del tempo. Non possono comunicare.
Per questo sono qui io. Troverò un modo per dirlo a Murph così come ho trovato questo momento.
TARS: Come, Cooper?
Cooper: Amore, TARS. Amore. È come ha detto Brand. Il mio legame con Murph è quantificabile. È la chiave.
