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Home » Film » News cinema e film » 28 anni dopo, le scene con gli zombie nudi? “Un incubo”, svela il regista: ecco perché

28 anni dopo, le scene con gli zombie nudi? “Un incubo”, svela il regista: ecco perché

Danny Boyle spiega perché la scene con gli zombie senza vestiti nel 28 anni dopo sono state ardue da girare. Il motivo principale era un attore dodicenne.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco23 Giugno 2025
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Una scena di 28 anni dopo
Una scena di 28 anni dopo
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Danny Boyle, regista di 28 anni dopo, ha raccontato che girare le scene con gli zombie nudi si è rivelato molto più complicato del previsto, fino a diventare — parole sue — “un incubo”. Intervenuto alla prima londinese del film il 18 giugno , Boyle ha rivelato che, a causa delle condizioni del nuovo mondo infettato dal virus della rabbia, l’idea era mostrare in modo realistico creature spoglie, il cui abbigliamento si sarebbe naturalmente deteriorato col tempo. “Se sei stato infettato da poco, avresti ancora qualche vestito, ma se è passato tanto tempo, i vestiti si sarebbero disintegrati per via del tuo comportamento”, ha spiegato.

Una scena di 28 anni dopo (fonte: Universal)
Una scena di 28 anni dopo (fonte: Universal)

Come scrive People, la produzione ha dovuto fare i conti con una complicazione legale: sul set era presente l’attore Alfie Williams, interprete di Spike, figlio del personaggio di Aaron Taylor-Johnson. La presenza di Williams, allora dodicenne, ha reso impossibile far comparire sul set attori nudi, in base a quanto stabilito dal Child Sex Offences Act britannico, che vieta qualsiasi forma di nudità in presenza di minori.

A informare Boyle di questa limitazione è stato il coordinatore di intimità incaricato di supervisionare le scene delicate del film.

“Non lo sapevamo prima di iniziare: è stato uno shock. Interessante è che, con un dodicenne sul set, nessuno può essere nudo. Non davvero nudo. Devono solo sembrare tali, quindi è tutto realizzato con protesi”.

Di fronte all’obbligo legale, la produzione ha dovuto creare genitali prostetici per tutti gli attori che interpretavano gli infetti. Boyle ha spiegato che ogni zombie mostrato sullo schermo in forma apparentemente nuda in realtà indossava complessi apparati prostetici che ricreavano l’illusione della nudità, rispettando però le normative. Certo, viene da chiedersi che differenze ci siano tra la nudità reale e realistica, quando si tratta di minori sul set.

Una scena di 28 anni dopo (fonte: Universal)
Una scena di 28 anni dopo (fonte: Universal)

Il film – di cui abbiamo parlato nella recensione di 28 anni dopo – è il terzo capitolo della saga iniziata nel 2002 con 28 giorni dopo e proseguita nel 2007 con 28 settimane dopo, è ambientato quasi trent’anni dopo l’esplosione del virus. La storia segue Jamie (Aaron Taylor-Johnson) e suo figlio Spike (Alfie Williams), che viaggiano dalla relativa sicurezza di un’isola al continente infestato dagli infetti per insegnare al ragazzo a difendersi. Nel corso del viaggio, Spike scopre qualcosa che potrebbe cambiare il destino della madre malata, Isla, interpretata da Jodie Comer.

Il film, attualmente al quarto posto del boxoffice italiano, dovrebbe essere l’inizio di una nuova trilogia voluta dagli stessi Boyle e Alex Garland, già autori del primo film.

 

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