Ogni anno, quando si avvicina la Mostra del Cinema di Venezia, torna puntuale anche una vecchia polemica: chi dovrebbe avere accesso al red carpet? A sollevare la questione, questa volta, è stato Alessandro Gassmann, che sui social ha messo nel mirino la presenza sul tappeto rosso di persone che, almeno apparentemente, hanno poco o nulla a che fare con il cinema.
L’attore ha affidato la sua riflessione ai social pochi giorni fa, ponendo una domanda che ritorna ciclicamente a ogni edizione:
“Me lo chiedo ogni anno prima che inizi la Mostra del cinema di Venezia: perché sui red carpet si fa sfilare chiunque? Il festival, e le rassegne di cinema in generale, sono i luoghi dove chi fa cinema, cinema importante, di qualità, spesso di contenuti, mostra con grande emozione il proprio lavoro al pubblico ed alla stampa per la prima volta. Perché si devono mischiare arte e tutto il resto?”
La questione, però, è leggermente più complessa di come potrebbe apparire. Sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia non sfilano semplicemente “attori e influencer” indistintamente. Innanzitutto ci sono gli interpreti, i registi e le maestranze dei film presentati al Festival. Ma sul tappeto rosso passano anche le persone che assistono alla première del film: chi ha un invito o un biglietto può infatti accedere al red carpet.
Ed è proprio in questa seconda categoria che si trova quella variopinta umanità che ogni anno finisce inevitabilmente nelle foto e nei video della Mostra. Ci sono volti noti della tv e dello spettacolo che non hanno alcun legame diretto con il film proiettato – da Valeria Marini a Brooklyn Beckham – ma anche influencer, content creator, personalità diventate famose sul web e, più in generale, ospiti invitati agli eventi veneziani. E non mancano nemmeno persone comuni.
Visualizza questo post su Instagram
Chi ha frequentato per qualche anno i red carpet veneziani sa bene che gli influencer, per quanto visibili sui social e spesso molto fotografati, rappresentano soltanto una parte di quello che si può incontrare davanti al Palazzo del Cinema. La vera sorpresa, infatti, arriva spesso da una fauna molto più ampia e decisamente imprevedibile.
Sul tappeto rosso può capitare di imbattersi in personaggi sconosciuti, vestiti in maniera talmente eccentrica da lasciare per qualche secondo interdetti anche i giornalisti e i fotografi più abituati alla stranezza veneziana. A volte sono talmente bizzarri che capita persino di guardarsi con un collega per avere la conferma di aver visto davvero quello che si è appena visto, come se fossero delle “allucinazioni” causate dall’umidità del Lido a settembre o dalla stanchezza da Festival. Personaggi che in fondo un collegamento col cinema ce l’hanno: sarebbero stati perfetti in un film di Sorrentino.
Visualizza su Threads
La domanda posta da Gassmann resta legittima, soprattutto se si considera il red carpet come il luogo simbolico nel quale il cinema presenta al pubblico i propri protagonisti e il proprio lavoro. Ma c’è anche un’altra faccia della Mostra. Il red carpet è diventato negli anni uno spettacolo nello spettacolo, un luogo nel quale il cinema convive con tutto ciò che oggi ruota attorno all’industria dell’intrattenimento.
