Presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia 2025, The Testament of Ann Lee ha acceso i riflettori su un’opera unica nel panorama contemporaneo: un musical storico che racconta la vita di Ann Lee, fondatrice della comunità shaker, con un linguaggio cinematografico innovativo e profondamente emotivo. Durante la conferenza stampa, la regista Mona Fastvold e il cast formato da Amanda Seyfried hanno condiviso il dietro le quinte di un progetto ambizioso e coraggioso.

La regista Mona Fastvold ha spiegato come la figura di Ann Lee l’abbia colpita profondamente:
«È interessante parlare oggi di leadership femminile. Lavorando in un settore ancora molto maschile, ho sentito il bisogno di creare sul set una comunità diversa, più empatica e paritaria. La storia di Ann mi ha parlato proprio per questo: il suo modo di guidare con gentilezza, con attenzione per tutti, uomini, donne, persone di colore, persino per i bambini, era rivoluzionario per il suo tempo».
L’interpretazione intensa e fisica di Amanda Seyfried è uno degli elementi più potenti del film. L’attrice ha raccontato l’esperienza come “dura ma catartica”:
«È stata un’esperienza incredibile, quasi comunitaria, in cui ci sentivamo tutti uguali. Ho affrontato le difficoltà solo perché mi sentivo protetta e sostenuta. Non capita spesso, e forse non capiterà più. Interpretare una donna che, pur segnata dal trauma, trova spazio e forza in un mondo che non dava voce alle donne è stato illuminante».
Il compositore Daniel Bloomberg ha iniziato a lavorare al film già in fase di scrittura, permettendo di integrare musica e narrazione in modo organico:
«Abbiamo studiato quasi mille inni originali degli shaker, scegliendo quelli che sentivamo parte della storia. Poi li abbiamo rielaborati, creando un linguaggio musicale unico. È stato il progetto più estremo ed emozionante della mia carriera».
La coreografa Celia Rowlson-Hall ha aggiunto:
«Abbiamo analizzato le immagini storiche degli shaker per creare movimenti autentici. Ogni gesto è una preghiera, ogni movimento ha un significato. Non è danza messa sopra, ma qualcosa che nasceva dal corpo di Amanda e dagli altri attori».
Uno degli aspetti più sorprendenti del film è il suo linguaggio contemporaneo, pur restando fedele al periodo storico.
«Volevo mostrare la comunità shaker per quella che era: piena di gioia, contatto, amore non sessuale», ha spiegato Mona Fastvold. Amanda Seyfried ha confermato: «C’era libertà, ma anche una forte attenzione alla storicità. Questo equilibrio è ciò che ha reso l’esperienza così potente».

Il film è stato co-scritto da Mona Fastvold e Brady Corbet, che ha anche diretto la seconda unità:
«Crediamo che un film debba avere una visione coerente. Io lavoro al servizio del regista, perché la coerenza è essenziale per un’opera d’arte»
Il produttore Andrew Morrison ha sottolineato la sfida produttiva:
«Convincere gli investitori a sostenere un “musical shaker” non è stato facile. Ma era fondamentale garantire a Mona piena libertà creativa. Farlo con un budget di 10 milioni di dollari è stata un’impresa titanica».
Oltre a Seyfried, il cast include Thomasin McKenzie e Lewis Pullman.
«Conoscevo Thomasin da tempo e sapevo quanto fosse talentuosa. È stata una sorpresa scoprire le sue capacità di movimento e la sua voce», ha raccontato la regista. Su Pullman, Fastvold ha aggiunto: «Ha una dolcezza e una tenerezza che erano perfette per il ruolo, e anche lui è un musicista eccezionale».
Il film affronta un tema epico e, secondo la regista, era giusto farlo con la stessa ambizione riservata di solito ai grandi personaggi maschili.
«Quante storie di icone maschili vediamo raccontate su larga scala? Perché non dare lo stesso spazio a una donna come Ann Lee?»
