Anne Hathaway ha lanciato una proposta provocatoria durante la promozione del suo nuovo film The End of Oak Street: i film che mostrano la morte di cani dovrebbero ricevere automaticamente la classificazione R, il divieto ai minori non accompagnati in vigore negli Stati Uniti. Una dichiarazione che ha immediatamente acceso il dibattito tra gli appassionati di cinema e gli amanti degli animali.
“Ritengo che i film che uccidono i cani dovrebbero essere automaticamente classificati come vietati ai minori”, ha affermato la vincitrice dell’Oscar in un’intervista a Complex. “Non importa se ci sono parolacce, non importa se c’è violenza: se un cane muore, dovrebbe essere vietato ai minori.” La posizione dell’attrice nasce dall’osservazione di un fenomeno che ha caratterizzato la promozione del suo ultimo lavoro.

Da quando è uscito il trailer di The End of Oak Street, infatti, gli spettatori hanno manifestato preoccupazione per il destino di Starbuck, il cane fidato della famiglia protagonista interpretata da Hathaway e Ewan McGregor. Il film racconta la storia di genitori che devono proteggere la propria famiglia dai dinosauri quando la tranquilla strada in cui vivono viene catapultata indietro nel tempo di milioni di anni.
“Penso che tutti siano traumatizzati da John Wick”, ha spiegato Hathaway riferendosi al celebre film d’azione in cui la morte del cucciolo del protagonista innesca l’intera trama vendicativa.
“Ho letto tantissimi commenti sul nostro film tipo “Meglio che non uccidano il cane”. Mi chiedo: quali film stanno uccidendo cani, tanto che tutti hanno paura che ormai lo facciamo casualmente nei film?”
Come scrive Variety, l’attrice ha poi cercato di rassicurare i fan preoccupati per Starbuck. “Qualcuno mi ha chiesto se potevo semplicemente far sapere al pubblico che andrà tutto bene”, ha raccontato. “Rompiamo diverse regole in questo film, ma per quella potremmo fare un’eccezione. Non preoccupatevi.”
The End of Oak Street, diretto da David Robert Mitchell, regista di It Follows, e prodotto da J.J. Abrams per Warner Bros., è attualmente nelle sale cinematografiche USA.
La questione sollevata dall’attrice tocca un tema sensibile per molti spettatori: la rappresentazione della violenza sugli animali domestici nel cinema continua a generare reazioni emotive intense, indipendentemente dal contesto narrativo. La proposta di Hathaway, seppur provocatoria, riflette una crescente consapevolezza dell’impatto emotivo che certe scene possono avere sul pubblico, specialmente quello più giovane.
