Durante un’intervista concessa in esclusiva alla testata brasiliana Cinepop, Jon Landau, produttore di Avatar 2, ha messo la parola fine alle speculazioni dei fan riguardo la versione 3d del film: per la visione saranno necessari i classici occhialini. “Quando si scende in spiaggia, bisogna mettersi gli occhiali, no?” – ha detto Landau. “Accade lo stesso quando si va al cinema. L’esperienza cambia completamente”
Landau ha così messo in soffitta tutte le voci che da tempo circolavano su Internet su Avatar: la via dell’acqua riguardo la possibilità di una visione 3d che non prevedesse l’utilizzo del supporto visivo, tramite una fantomatica “nuova” tecnologia. “Non è previsto nulla del genere”, ha chiosato Landau.
Voci su una possibile evoluzione della fruizione in 3D risalgono addirittura al 2016, quando lo stesso James Cameron confessò di stare contemplando l’idea di un 3d svincolato dalla strumentazione ottica.
Secondo quanto affermato da Landau, il futuro del cinema risiede tuttavia in una tecnologia 3d all’avanguardia, in grado di restituire appieno tutti i dettagli e le sfumature del comparto visivo. E al momento ciò non è possibile, secondo il produttore, senza l’ausilio dei supporti ottici.
I fan dovranno dunque rassegnarsi a inforcare gli occhiali? Pare proprio di sì, considerato anche che il 3d in casa Disney sembra essere considerato molto di più che un asset tecnologico.
Secondo Tony Chambers, responsabile della distribuzione cinematografica globale in Disney, il 3d è qualcosa che potrebbe spingere la gente a recarsi in sala, e ad abbandonare, almeno temporaneamente le abitudini di visione domestica coltivate nel periodo pandemico.
Ad ogni modo, le prevendite di Avatar 2 – fra le più alte della storia secondo Richard Gelfond, CEO dell’IMAX Corporation – sembrano confermare la bontà di queste aspettative.
