Ben Stiller ha pubblicamente attaccato la Casa Bianca per aver utilizzato senza autorizzazione una scena del suo film Tropic Thunder in un video che celebra le capacità militari americane. Il regista e attore ha risposto tramite X a un montaggio pubblicato dall’account ufficiale della Casa Bianca, chiedendo esplicitamente la rimozione del materiale tratto dalla sua commedia satirica del 2008.
Hey White House, please remove the Tropic Thunder clip. We never gave you permission and have no interest in being a part of your propaganda machine. War is not a movie. https://t.co/dMQqRxxVCa
— Ben Stiller (@BenStiller) March 6, 2026
Il video in questione, pubblicato giovedì con la didascalia “Justice the American way” accompagnata dalle emoji della bandiera americana e del fuoco, ha rapidamente superato i 28 milioni di visualizzazioni. Si tratta di un montaggio frenetico che alterna spezzoni di film hollywoodiani come Braveheart, Top Gun, Il Gladiatore, Iron Man, Deadpool, Superman, Transformers e Star Wars con filmati di veri attacchi con droni. Il video si conclude con una voce fuori campo che celebra la “vittoria perfetta” degli USA.
La risposta di Stiller non si è fatta attendere ed è stata netta: “Hey Casa Bianca, per favore rimuovete la clip di Tropic Thunder. Non vi abbiamo mai dato il permesso e non abbiamo alcun interesse a far parte della vostra macchina della propaganda. La guerra non è un film”. Il clip utilizzato mostra brevemente il personaggio interpretato da Tom Cruise mentre balla, una scena iconica della commedia che satirizzava proprio l’industria cinematografica hollywoodiana e le sue rappresentazioni belliche.
Il tempismo del video ha suscitato particolare indignazione considerando che proprio il giorno precedente alla sua pubblicazione, Reuters ha riportato che gli investigatori militari statunitensi ritenevano “probabilmente responsabili” le forze americane di un attacco a una scuola iraniana che avrebbe causato la morte di decine di bambine sabato scorso, nell’ambito dell’operazione Epic Fury lanciata dall’amministrazione Trump contro la leadership e le strutture militari iraniane.
Come riporta The Hollywood Reporter, la reazione sui social è stata veemente. Il giornalista Séamus Malekafzali ha commentato che si tratta probabilmente della “cosa più imbarazzante e umiliante mai prodotta da un governo nella storia umana”. Nick Bryant, conduttore di Saturday Extra sulla ABC, ha scritto: “Ci sono adulti alla Casa Bianca? C’è qualche comprensione della serietà e dell’orrore della guerra? Questa è una confraternita universitaria, non la Casa Bianca”.

Questo episodio rappresenta l’ultimo di una serie crescente di conflitti tra l’amministrazione Trump e il mondo dello spettacolo riguardo all’uso non autorizzato di materiale protetto da copyright. A dicembre, Sabrina Carpenter aveva chiesto la rimozione di una sua canzone da un video che promuoveva le deportazioni dell’ICE. Prima di lei, Olivia Rodrigo e Kenny Loggins avevano protestato per ragioni simili.
