A due anni dalla controversa premiere di The Apprentice sulla Croisette, Sebastian Stan è tornato a Cannes 2026 per presentare il suo nuovo film Fjord, ma l’ombra del suo ruolo da Donald Trump continua a seguirlo. Durante la conferenza stampa del 19 maggio 2026, l’attore non ha esitato a esprimere una posizione netta sulla situazione politica americana.
Sebastian Stan says making “Fjord” reconnected him to his Romanian roots”
“It’s been a journey for me to reconnect with Romania. I left in a very chaotic way and I’ve really tried to educate myself about the country, and I’ve found through film I can learn easier. I think that’s… pic.twitter.com/ooUUJzeWEW
— Variety (@Variety) May 19, 2026
Quando un giornalista ha chiesto a Stan di riflettere su The Apprentice ora che Trump è al suo secondo mandato presidenziale da oltre un anno, la domanda ha scatenato risate nervose tra i presenti. Ma la risposta dell’attore è stata tutt’altro che leggera: “Non è affatto una questione di cui ridere, per essere onesti. Non lo è”. Il tono grave con cui ha pronunciato queste parole ha immediatamente cambiato l’atmosfera nella sala.
Stan ha continuato con un’analisi ancora più diretta:
“Penso che siamo in una pessima situazione. Lo penso davvero. E per essere onesti con voi, quando guardate a quello che sta succedendo ora, se parliamo della consolidazione dei media, della censura, delle minacce, delle presunte cause legali che apparentemente non finiscono mai ma che in realtà non portano da nessuna parte, era già tutto evidente. Abbiamo affrontato tutto questo con il film”.
The Apprentice, diretto da Ali Abbasi e presentato in anteprima mondiale a Cannes nel 2024 poco prima delle elezioni presidenziali, aveva già sollevato un polverone mediatico e legale. Trump aveva tentato di bloccare il film prima della sua premiere, minacciando azioni legali e definendo la pellicola “spazzatura e pura finzione”. Una scena in particolare, che raffigurava Trump mentre abusava della sua prima moglie Ivana, aveva scatenato l’ira del tycoon, che aveva inviato una lettera di diffida ai produttori per impedire la distribuzione del film in America.
“Tre giorni prima del festival eravamo incerti se il film potesse essere proiettato”, ha rivelato Stan. “Forse, quindi, oggi la gente sta prestando più attenzione a quel film e penso che per questo resisterà alla prova del tempo. Ma abbiamo vissuto tutto questo proprio prima di Jimmy Kimmel, Stephen Colbert e così via. Vorrei solo che non fosse così.” ha detto l’attore, facendo riferimento
Nonostante le polemiche e l’attenzione mediatica The Apprentice ha ottenuto riconoscimenti importanti dalla critica: Stan ha ricevuto una nomination all’Oscar come miglior attore per la sua interpretazione del giovane Trump che diventa un magnate immobiliare nella New York degli anni Ottanta, apprendendo metodi senza scrupoli dal suo mentore Roy Cohn, interpretato da Jeremy Strong, anch’egli candidato all’Oscar come miglior attore non protagonista.
Come riporta Deadline, durante la conferenza stampa, quando l’argomento The Apprentice è stato brevemente menzionato all’inizio, Stan aveva risposto con un lapidario: “Sto cercando di superarlo, quello”. Una battuta che rivela quanto l’esperienza di interpretare una figura così divisiva e controversa abbia lasciato il segno sull’attore.

Ma Stan è tornato a Cannes per un progetto completamente diverso. Fjord, diretto dal regista rumeno Cristian Mungiu, ha scosso il festival lunedì sera con una standing ovation di 10 minuti. Il dramma familiare straziante vede Stan e Renate Reinsve nei panni dei genitori di una famiglia rumena con rigide convinzioni religiose che si trasferisce in un piccolo villaggio in Norvegia. Quando vengono notati dei lividi sul corpo della loro figlia a scuola, i loro cinque figli vengono loro sottratti e inizia una saga legale.
Per Stan, nato in Romania, il ruolo ha rappresentato un ritorno alle sue radici. Nella preparazione al personaggio, un conservatore religioso, l’attore ha visitato nuovamente il paese natale e le sue chiese pentecostali, immergendosi in un mondo che conosce intimamente.
Fjord segna la settima volta che un film di Mungiu viene presentato al Festival di Cannes, confermando il regista come uno dei cineasti più rispettati nel circuito internazionale. La pellicola affronta temi delicati come l’immigrazione, il conflitto culturale, i diritti dei genitori e lo scontro tra tradizione religiosa e sistemi giudiziari occidentali.
Sebastian Stan attends the premiere for ‘Fjord’ at the 79th Cannes Film Festival. pic.twitter.com/qI48ioxLc7
— Sebastian Stan Archive (@sebstanarchive) May 18, 2026
