Sin dal primo avvento dei modelli di IA generativa, gli utenti si sono divertiti a creare immagini – più o meno realistiche – per testare le capacità dei modelli di machine learning, la cui velocità di evoluzione è sempre più vertiginosa. Nelle ultime ore, però, questo – innocuo? – passatempo ha ripreso vigore, con i social letteralmente invasi da immagini animate – o brevi video – realizzate secondo il riconoscibilissimo stile dello Studio Ghibli.
Non certo una novità, questa, ma un ‘gioco’ tornato prepotentemente in auge grazie all’implementazione del nuovo modello di generazione immagini di Chat Gpt: esso è in grado, ribadiamo, di generare immagini completamente inventate a partire da istruzioni testuali, ma anche – ed è questo il nostro caso – di modificare immagini esistenti secondo un dato stile.
La novità sta nel fatto che, come spiega molto chiaramente Sergio Donato di Dday.it, il modello di generazione dell’immagine, che permette di creare immagini fittizie di qualunque tipo, anche raffiguranti personaggi famosi, è stato sviluppato nativamente all’interno di OpenAI. Precedentemente, la creazione delle immagini era ‘subappaltata’, per così dire, a DALL-E, un modello, assai meno potente, sempre sviluppato da OpenAi.
La differenza? Senza entrare in tecnicismi che non ci competono, una maggiore accuratezza, oltre alla possibilità di avere lo strumento generativo all’interno di un unico ambiente di lavoro, quello di ChatGpt, appunto.
Sam Altman, fondatore di OpenAi, ha comunicato tramite i suoi social come, contrariamente alle intenzioni iniziali, il nuovo modello al momento sarà però disponibile solo per gli utenti paganti: le eccessive richieste di utilizzo, in sole 24 ore, hanno convinto il tech guru a fare marcia indietro: una volta che il modello sarà a pieno regime, gli utenti free di ChatGpt avranno a disposizione TRE generazioni al giorno
it’s super fun seeing people love images in chatgpt.
but our GPUs are melting.
we are going to temporarily introduce some rate limits while we work on making it more efficient. hopefully won’t be long!
chatgpt free tier will get 3 generations per day soon.
— Sam Altman (@sama) March 27, 2025
E Miyazaki? Naturalmente, l’artista non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla moda del momento, anche se la sua posizione sull’argomento è nota e precisa: ricordiamo queste dichiarazioni, rilasciate ad un evento nel 2016, in riferimento all’uso – generico – dell’intelligenza artificiale e in generale dell’uso della computer grafica in particolare – nell’arte.
Miyazaki on AI art: “I would never wish to incorporate this technology into my work at all. I strongly feel that this is an insult to life itself” https://t.co/V20jNfC5FI pic.twitter.com/LrbV6YbA8P
— Nemo (@thecaptain_nemo) March 26, 2025
Non implementerò mai questa tecnologia nel mio lavoro. Credo si tratti di un autentico insulto alla vita stessa
Dichiarazioni diventate a loro volta virali, ma fortemente decontestualizzate da molti: l’artista, infatti, esprimeva il suo disgusto pensando a un amico disabile con difficoltà di movimento
tremendous alpha right now in sending your wife photos of yall converted to studio ghibli anime pic.twitter.com/FROszdFSfN
— Grant Slatton (@GrantSlatton) March 25, 2025
