Chi ha elargito il finanziamento per il film di Francis Kauffman, alias Rexal Ford, ora accusato del duplice omicidio di Villa Pamphili? Il primo via libera al tax credit da oltre 863mila euro porta la firma di Nicola Borrelli, direttore generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, in carica dal 2009. È lui che, il 27 novembre 2020, con il decreto n. 2872, autorizza il contributo pubblico destinato a Stelle della notte, un film che – secondo le indagini – potrebbe non essere mai stato realmente completato. E che ora si trova al centro di un caso giudiziario e politico senza precedenti.

Stelle della notte, il film finanziato dal Governo italiano e firmato da Francis Kauffman, alias Rexal Ford, accusato del duplice omicidio di Villa Pamphili esisterebbe davvero, almeno parzialmente: lo afferma Marco Perotti, produttore della società che ha richiesto il finanziamento governativo – secondo la regola del tax credit – in una dichiarazione al Corriere della Sera
“[Sono] scioccato di aver lavorato con un possibile assassino”
Il produttore, proprietario della Coevolutions srl, avrebbe visionato alcuni spezzoni dell’opera prima di richiedere il finanziamento di 863.000 euro e rotti al Governo, per un film che non ha poi visto la luce (qui vi abbiamo raccontato tutta la storia nel dettaglio). Repubblica, nell’edizione nazionale di sabato 21 giugno ricostruisce così la vicenda.
Nel marzo 2020, Perotti richiede un finanziamento preventivo mediante tax credit per un’opera che, sebbene non destinata alle sale italiane, rientra comunque tra quelle ammissibili al “credito d’imposta per l’attrazione di investimenti esteri”, a condizione che parte delle riprese avvenga in Italia e la documentazione sia in regola.
E tale essa appariva, secondo il Ministero della Cultura. Il 27 novembre 2020, con il decreto n. 2872, viene concesso un primo contributo da 863mila euro, firmato da Nicola Borrelli, direttore generale cinema e audiovisivo, in carica dal 2009.

Nel 2023 Perotti presenta la domanda definitiva, accompagnata da documenti fiscali, la denuncia di assunzione della troupe, un dvd con tre settimane di girato e una certificazione firmata da lui stesso. Il ministero approva il consuntivo e riconosce il credito d’imposta, una parte del quale – circa 640mila euro – viene ceduta a una banca.
Ma sorgono i dubbi: il link del film sulla piattaforma proprietaria scompare, Kaufmann risulta irreperibile, e la società maltese Tintagel Films, risulta introvabile. A supporto della pratica bastano il passaporto di Ford/Kauffmann e un contratto con la Coevolutions, referente per il MIC.
Dopo la scoperta del caso, il ministero chiede dunque a Perotti tutta la documentazione, anche relativa ad altri progetti per cui ha ottenuto un totale di oltre 4,2 milioni di euro tra il 2022 e il 2024. Su 15 richieste presentate, due pratiche risultano già contestate, una in fase di revoca. Anche la Squadra Mobile ha aperto un’indagine. Perotti insiste: il film di ‘Ford’ esiste e sarà inviato via PEC per chiarire ogni aspetto.

Secca, sempre a mezzo stampa, la risposta del ministro della Cultura Giuli, che annuncia importanti cambiamenti alle modalità di erogazione del ‘tax credit’ alle produzioni iitaliane
“La riforma del Tax Credit non soltanto eviterà questo tipo di problemi, ma ha anche contribuito a riconoscere l’esistenza di un evidente problema ereditato dai precedenti governi, cioè un sistema di regole che consentivano delle ruberie e degli sperperi di denaro pubblico”
