Doveva essere una trilogia capace di rinnovare Star Wars, ma non ha mai visto la luce. Rian Johnson, regista del contestatissimo Gli ultimi Jedi, ha messo definitivamente fine alle speranze di vedere il suo ciclo narrativo ambientato nella Galassia lontana lontana. In un’intervista a Rolling Stone, Johnson ha infatti spiegato che dopo le prime discussioni con la presidente di Lucasfilm Kathleen Kennedy, l’arrivo improvviso del successo della saga di Knives Out ha cambiato radicalmente la sua rotta creativa.

“È arrivato Knives Out. E da lì non mi sono più fermato, impegnato a fare un mystery dopo l’altro”
Contrariamente a quanto si è spesso creduto — ossia che la trilogia fosse stata silenziosamente cancellata per via della divisione creata da Gli Ultimi Jedi — il progetto non è stato bloccato da Lucasfilm né è naufragato per dissapori interni. Anzi, come scrive Variety, Johnson descrive un clima creativo molto sereno.
Non c’è mai stato nulla di concreto. Era tutto molto concettuale . Abbiamo discusso idee per una saga in tre film, ma non ho mai scritto un soggetto o un trattamento di alcun tipo.”
Con Kate (Kennedy) ci siamo divertiti a lavorare insieme, loro hanno detto ‘continuiamo così’, e io ho detto ‘perfetto!’ Ma poi Knives Out è esploso, e sono rimasto travolto dai misteri, senza più tempo per questa trilogia.”

Certo, in passato Johnson aveva confessato che gli sarebbe dispiaciuto non dirigere mai più un film di Star Wars, ma oggi sembra aver trovato una serenità diversa: “Amo quel mondo, amo i fan e la loro passione. Raccontare storie in quell’universo è qualcosa di straordinario. Ma adesso sono felice di fare le mie cose”.
E riguardo alle polemiche che avevano seguito Gli Ultimi Jedi, il regista ha anche ironizzato, ricordando che lui stesso e i suoi amici erano dei “centri dell’odio per i prequel” ai tempi della trilogia di George Lucas, e che il dibattito acceso fa parte della natura stessa di Star Wars: “Spazzatura da guerra culturale a parte, penso che il tira e molla tra amore e odio sia una parte sana dell’essere fan”.
