Il film A Civil Action si conclude con una nota amara per l’avvocato Jan Schlichtmann e i residenti di Woburn. Dopo un lungo processo contro le aziende Beatrice Foods e W.R. Grace, il verdetto del tribunale assolve Beatrice e costringe Jan a raggiungere un accordo insoddisfacente con Grace, che copre a malapena le spese legali. La battaglia legale lascia Jan e il suo studio in rovina: i suoi partner abbandonano la causa, il team si scioglie e Jan è costretto a dichiarare bancarotta. Il caso, che sembrava avere il potenziale per essere una grande vittoria morale e legale, si trasforma in una sconfitta personale e professionale.
Il film, basato su una storia vera, segue l’evoluzione di Jan, un avvocato inizialmente motivato dal profitto e dalla fama, che finisce per trasformarsi in un uomo consumato dall’ossessione per la giustizia. Dopo aver inizialmente rifiutato il caso, Jan decide di rappresentare le famiglie di Woburn, colpite da contaminazioni industriali che hanno causato diversi casi di leucemia tra i bambini. Tuttavia, la sua ricerca di giustizia si scontra con la realtà di un sistema legale complesso, dove le risorse delle grandi aziende schiacciano i tentativi dei singoli.

Nonostante il risultato negativo per Jan, il film lascia uno spiraglio di speranza nel postscript: l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (EPA), utilizzando il lavoro di Jan come base, riesce a portare avanti un’azione contro Beatrice e Grace, costringendole a pagare milioni di dollari per bonificare le aree contaminate. Tuttavia, questo sviluppo avviene troppo tardi per Jan, ormai isolato e ridotto a un piccolo studio legale. La sua vicenda personale evidenzia il prezzo spesso altissimo della ricerca di giustizia contro i potenti.
A Civil Action è un film del 1998 diretto da Steven Zaillian, tratto dal libro omonimo di Jonathan Harr, basato su eventi reali. La storia ruota attorno alla battaglia legale per la contaminazione dell’acqua nella città di Woburn, Massachusetts, negli anni ’80. Il film mescola elementi legali, drammatici e morali, ponendo l’accento sui costi umani ed emotivi di una causa legale contro potenti multinazionali.
