Il film Elle si conclude con Michèle (Isabelle Huppert) che scopre che lo stupratore che l’ha aggredita più volte è Patrick, il suo vicino di casa, marito della sua migliore amica Anna. Dopo aver avuto con lui un rapporto ambiguo e disturbante fatto di attrazione, paura e controllo, Michèle gli tende una trappola. Durante una serata in cui Patrick entra nuovamente in casa sua con l’intento di aggredirla, viene attaccato e ucciso dal figlio di Michèle, Vincent, che lo sorprende e lo colpisce con una mazza da baseball per difendere la madre.
Il film si chiude con Michèle che, dopo l’omicidio di Patrick e la fine della relazione con il suo amante, sembra pronta ad affrontare una nuova fase della sua vita. In una delle ultime scene, passeggia nel cimitero con Anna, alla quale non ha mai rivelato la verità sul marito, e le due si riavvicinano. La macchina da presa si allontana mentre camminano insieme, lasciando Michèle sospesa in una zona grigia, dove il controllo e l’ambiguità sembrano ormai parte integrante della sua identità.
Il finale di Elle non offre una vera catarsi, ma una lucida riflessione sull’ambivalenza del desiderio, del potere e della violenza. Michèle non è mai vittima in senso tradizionale: dopo lo stupro iniziale, non chiama la polizia ma continua la sua vita come se nulla fosse, gestendo le sue relazioni personali e professionali con apparente freddezza. La scoperta che il suo aggressore è il marito della sua migliore amica non la spinge alla denuncia, ma a un confronto diretto, quasi perverso, in cui cerca di recuperare il controllo che le è stato tolto.

Il gesto di Vincent, che uccide Patrick, chiude il cerchio narrativo con un atto di protezione e giustizia involontaria. Michèle resta però un personaggio moralmente ambiguo: non cerca vendetta né redenzione, ma mantiene il dominio emotivo su chi la circonda. Il finale aperto, fatto di silenzi e ambiguità, conferma che Elle è un film che si rifiuta di offrire risposte nette.
Elle è un film francese del 2016 diretto da Paul Verhoeven e interpretato da Isabelle Huppert, che ha ricevuto il plauso internazionale per la sua performance. Tratto dal romanzo Oh… di Philippe Djian, il film è un thriller psicologico che affronta in modo provocatorio e disturbante il tema della violenza sessuale, del desiderio e del potere femminile.
Il film ha vinto numerosi premi, tra cui il Golden Globe per il miglior film straniero e quello per la miglior attrice a Huppert, che ha ricevuto anche una candidatura all’Oscar. Elle ha diviso la critica per il suo approccio volutamente controverso, ma è considerato uno dei film più complessi e affilati degli ultimi anni, capace di mettere in discussione le convenzioni morali e narrative sul trauma e sull’identità femminile.
