Il film Femme Fatale si conclude con la rivelazione che gran parte della trama è un sogno premonitore della protagonista, Laure. Dopo aver vissuto una serie di eventi rocamboleschi legati a un furto di gioielli e al suo doppio gioco, Laure si sveglia sette anni prima, poco dopo il colpo iniziale, e decide di cambiare il corso degli eventi. Grazie a questa seconda possibilità, riesce a impedire il tradimento che le avrebbe rovinato la vita, eliminando i suoi complici e iniziando una nuova esistenza.
Nel dettaglio, il film segue Laure, una ladra esperta, che approfitta di un gala al Festival di Cannes per rubare un prezioso gioiello. Tuttavia, tradisce i suoi complici e fugge a Parigi, dove assume l’identità di una donna scomparsa, Lily. Sette anni dopo, viene riconosciuta da Nicolas, un fotografo che ne rimane affascinato e la segue, scoprendo così il suo passato. Laure è coinvolta in una rete di inganni e tradimenti, ma la svolta onirica nel finale le offre una via d’uscita.
Laure usa la sua conoscenza degli eventi futuri per ingannare i suoi complici e sfuggire alle loro grinfie, manipolando anche Nicolas per assicurarsi una nuova identità. Nel nuovo corso degli eventi, riesce a trovare una redenzione e a vivere la vita che desiderava, lontano dal crimine e dai pericoli del suo passato.

Diretto da Brian De Palma e uscito nel 2002, Femme Fatale è un thriller noir che gioca con il concetto di destino e identità, caratterizzato da una narrazione intricata e un’atmosfera sensuale e misteriosa. La protagonista, Laure Ash, è interpretata da Rebecca Romijn, mentre il fotografo Nicolas è interpretato da Antonio Banderas. Il film si distingue per il suo stile visivo elaborato e le sequenze oniriche che sfumano i confini tra realtà e immaginazione.
Il film esplora temi come il libero arbitrio, la colpa e la possibilità di riscatto. L’uso del sogno come espediente narrativo consente a De Palma di creare un’atmosfera surreale e di riflettere sull’idea che il destino possa essere riscritto. Inoltre, le musiche di Ryuichi Sakamoto e la fotografia curata contribuiscono a creare un clima di tensione e ambiguità che accompagna lo spettatore fino alla sorprendente conclusione.
