Come finisce il film Il nome della rosa: il pericolo della risata…
Scopri il finale de Il nome della rosa e la risoluzione del mistero degli omicidi nell'abbazia: un'indagine che affronta la conoscenza, la fede e la morte.
Alla fine de Il nome della rosa, il monaco Guglielmo da Baskerville scopre che l’assassino è il monaco Jorge da Burgos, il quale aveva ucciso gli altri monaci per impedire che il libro proibito di Aristotele, che trattava della comicità, venisse letto. La sua convinzione era che la risata e la comicità fossero pericolose, in grado di sovvertire l’ordine religioso e il controllo delle autorità. Guglielmo, insieme al suo giovane discepolo Adso, riesce a smascherarlo, ma l’abbazia viene distrutta in un incendio provocato da Jorge per distruggere le prove. Guglielmo e Adso fuggono dall’abbazia, con Adso che riflette sull’inevitabilità della morte e sulla saggezza di Guglielmo.
Il film si svolge nell’anno 1327, quando il monaco Guglielmo da Baskerville e il suo discepolo Adso di Melk arrivano in un’abbazia isolata per un incontro teologico. Presto, però, una serie di omicidi misteriosi sconvolge la comunità monastica. Guglielmo, che è noto per il suo acume investigativo, viene incaricato di risolvere il caso. Nel corso delle indagini, scopre che gli omicidi sembrano essere legati a un libro proibito di Aristotele che tratta della comicità, un argomento che minaccia l’autorità della Chiesa.
Una scena de Il nome della Rosa
Nel frattempo, il giovane Adso viene coinvolto in una storia d’amore con una ragazza locale, ma il destino della ragazza è tragico, poiché viene uccisa per ragioni oscure che Guglielmo non riesce a comprendere subito. La scoperta finale arriva quando Guglielmo riesce a decifrare il mistero dietro gli omicidi: Jorge da Burgos, un monaco anziano e cieco, è stato il responsabile, temendo che il potere della risata e della conoscenza potesse distruggere la Chiesa e il suo controllo.
Con l’incendio che distrugge parte dell’abbazia e la morte di Jorge, Guglielmo e Adso sono costretti a fuggire, lasciandosi alle spalle il caos e il mistero che avevano cercato di svelare. La pellicola si conclude con un monologo di Adso, che riflette sull’inevitabilità della morte e sulla difficoltà di comprendere i misteri della vita, mentre Guglielmo, con il suo spirito indagatore, lascia un segno indelebile nel cuore del giovane.
Il nome della rosa è un film del 1986 diretto da Jean-Jacques Annaud, tratto dall’omonimo romanzo di Umberto Eco. Ambientato nel 1327, il film racconta la storia di Guglielmo da Baskerville (interpretato da Sean Connery), un monaco francescano che, insieme al suo giovane discepolo Adso (Christian Slater), arriva in un’abbazia isolata per partecipare a un incontro teologico. Ben presto, una serie di omicidi misteriosi sconvolge la comunità monastica, e Guglielmo si impegna a risolvere il caso. Il film mescola elementi di mistero, thriller e dramma storico, esplorando temi come il conflitto tra fede e ragione, la lotta per il potere all’interno della Chiesa e il ruolo della conoscenza. Il nome della rosa è noto anche per la sua atmosfera cupa e per l’interpretazione di Connery, che ha ricevuto elogi per il suo ruolo di investigatore acuto e razionale.
Nata nel 1999, Agnese Albertini è redattrice e critica cinematografica per i siti CinemaSerieTv.it, Cinefilos.it e BestMovie.it. Nel 2022 ha conseguito la laurea triennale in Lingue e Letterature straniere presso l'Università di Bologna e, parallelamente, ha iniziato il suo percorso nell'ambito del giornalismo web, dedicandosi sia alla stesura di articoli di vario tipo e news che alla creazione di contenuti per i social e ad interviste in lingua inglese.