Nel finale di Insomnia, il detective Will Dormer (Al Pacino), ormai stremato dalla mancanza di sonno e dai sensi di colpa, affronta il killer Walter Finch (Robin Williams) in una sparatoria finale presso la casa sul lago. Entrambi vengono feriti mortalmente. Dormer, prima di morire, rifiuta l’opportunità di coprire le sue azioni: quando la giovane detective Ellie Burr (Hilary Swank) è sul punto di insabbiare le prove che lo collegano all’omicidio di un collega, lui la ferma e le dice: “Non lo faccia.” Poi muore, lasciando che la verità venga alla luce.
Il film segue il detective Dormer, mandato in Alaska per indagare sull’omicidio di una ragazza. Ma sin dall’inizio, Dormer è tormentato da un’insonnia crescente, causata non solo dalla luce perenne del sole estivo, ma soprattutto dal senso di colpa per aver accidentalmente ucciso il suo collega Hap, colpendolo durante un inseguimento.
Quando Finch, lo scrittore disturbato responsabile del delitto, scopre il segreto di Dormer, inizia a ricattarlo. I due uomini, pur opposti, si specchiano l’uno nell’altro: entrambi colpevoli, entrambi in lotta con la coscienza, entrambi pronti a manipolare la verità per sopravvivere. Ma, a differenza di Finch, Dormer cerca una forma di redenzione.

Ellie, la giovane detective idealista, inizia a sospettare della versione di Dormer e trova la pallottola che può collegarlo direttamente alla morte del collega. Quando lei gli confida l’intenzione di ignorare la prova per proteggerlo, Dormer la ferma: sa di aver sbagliato, e con le ultime forze le chiede di dire la verità. È il suo ultimo gesto morale, un atto di lucidità e pentimento.
La morte di Dormer non è solo fisica: rappresenta anche la fine di un tormento etico, una resa finale alla coscienza. Ellie, colpita dalla sua scelta, decide di seguire il suo esempio e non insabbiare nulla.
