Nel finale de La figlia oscura, Leda (Olivia Colman) torna al suo alloggio sulla spiaggia dopo aver restituito la bambola che ha rubato alla piccola Elena. La pellicola si conclude con Leda che, seduta da sola sulla sabbia, riflette sulla sua vita. Le voci di Nina e della sua famiglia si sentono in lontananza, ma Leda rimane immobile, immersa nei suoi pensieri. La scena finale suggerisce che Leda ha finalmente accettato le sue scelte, incluse quelle difficili riguardo alla maternità, e trova una sorta di pace nel suo isolamento emotivo.
Il film esplora il conflitto interiore di Leda attraverso una serie di flashback che rivelano il suo passato come madre. In questi ricordi, vediamo una giovane Leda che lotta per bilanciare la sua carriera accademica e il ruolo di madre. La sua difficoltà a gestire le aspettative familiari e il desiderio di libertà è centrale nella sua storia, e si riflette nel suo incontro con Nina, una madre giovane e piena di desiderio di libertà, ma anche di sofferenza. Il loro incontro serve a risvegliare in Leda sentimenti e pensieri rimossi, mettendo in luce il suo distacco dalle sue figlie durante gli anni della loro infanzia.

Leda si confronta anche con il suo atto impulsivo di rubare la bambola di Elena, simbolo del suo desiderio di rivivere una maternità che ha sempre trovato difficile e frustrante. Questo gesto, che inizialmente sembrava una reazione egoista e incontrollata, segna un punto di svolta. Dopo aver restituito la bambina, Leda sembra fare i conti con il peso delle sue decisioni passate. La sua riflessione finale sulla spiaggia rappresenta una sorta di accettazione, anche se silenziosa, della sua vita e delle sue scelte, nonostante il dolore e la solitudine che le accompagnano.
La figlia oscura, diretto da Maggie Gyllenhaal, è un dramma psicologico che affronta il tema della maternità in modo complesso e sfaccettato. Tratto dal romanzo omonimo di Elena Ferrante, il film esplora le contraddizioni e le difficoltà di una donna che, pur avendo avuto figli, non ha mai trovato appagamento nel ruolo di madre. Olivia Colman, nel ruolo di Leda, offre una performance intensa, mentre Dakota Johnson interpreta Nina, una madre giovane che riflette le ansie e le tensioni che Leda ha provato nella sua giovinezza. Gyllenhaal, al suo debutto alla regia, crea una narrazione ricca di introspezione, che pone domande senza offrire risposte facili sulla maternità, la solitudine e l’identità.
