Il film La finestra di fronte finisce con Giovanna che si rivolge a Davide, l’anziano pasticciere affetto da demenza senile, che lei e suo marito avevano accolto in casa dopo averlo trovato per strada, in stato confusionale. Davide è morto, ma Giovanna lo aggiorna con una lettera – monologo in cui gli racconta che ha trovato lavoro in una pasticceria, mentre suo marito Filippo ha cambiato turni al lavoro e ne è felicissimo. Per quanto riguarda Lorenzo, il vicino di casa di cui Giovanna si era innamorata, lei si sta già un po’ dimenticando del suo volto e della sua voce. Lorenzo infatti si è trasferito a Ischia e lei avrebbe voluto salutarlo, ma non ci è riuscita. Giovanna spiega a Davide che un giorno racconterà tutta la sua straordinaria storia ai suoi figli, che chiedono ancora di lui.
“Mio caro Davide, da quando non ci sei più, Martina mi chiede spesso di te. Lei ti chiama ancora Simone, ma presto le racconterò la tua storia. Ieri al lavoro, per la prima volta, mi hanno chiesto di fare un dolce da sola. Indovina quale ho fatto. Il capo pasticciere non ha fatto commenti. Però l’ha aggiunto alla lista di quelli da preparare la domenica. Credo che sia un buon segno.
Filippo è riuscito a farsi cambiare di turno. Sembrava che avesse vinto alla lotteria, era così entusiasta. E io ho capito che non posso chiedergli di più. Sai, quando penso a Lorenzo, ho paura di avere già cominciato a dimenticare il suo volto, a non ricordare più la sua voce. Cosa sta facendo in questo momento? A chi sta sorridendo?
Ho ancora bisogno di una tua parola, Davide, di un tuo sguardo, un tuo gesto. Ma poi all’improvviso, sento i tuoi gesti nei miei, ti riconosco nelle mie parole. Tutti quelli che se ne vanno, ti lasciano sempre addosso un po’ di sè. Questo è il segreto della memoria? Se è così, allora mi sento più sicura, perché so che non sarò mai sola.”

All’inizio del film di Ferzan Ozpetek, quando Giovanna e Filippo incontrano il povero signor Davide per strada, in forte stato confusionale, si vedono costretti ad ospitarlo per un po’ da loro, senza nemmeno sapere chi sia, perché l’uomo ha detto solo di chiamarsi Simone e non ricorda nulla di sé. Ma ha rari momenti di lucidità, soprattutto per quanto riguarda la preparazione dei dolci. Per Giovanna, l’anziano è una seccatura e non lo vorrebbe neanche in casa, poi si affeziona a lui e scopre che era stato uno dei più importanti pasticcieri di Roma ed anche un eroe di guerra, perché grazie al suo intervento, molti ebrei erano stati risparmiati dai rastrellamenti dei nazisti, nel ghetto ebraico di Roma. Davide però aveva dovuto scegliere se salvare l’uomo di cui era innamorato, e con il quale aveva una relazione segreta, Simone, appunto, o salvare molte più persone. Aveva scelto la seconda opzione e Simone era finito in un campo di concentramento, dove era morto. Anche Davide era finito in un campo di concentramento, ma era riuscito a sopravvivere. Per tutta la vita, Davide aveva avuto il rimpianto di non aver potuto vivere alla luce del sole il suo rapporto con Simone – che tra l’altro era morto a causa di una sua scelta. Il ricordo di Simone era così forte, che nelle nebbie della demenza senile, Davide aveva dimenticato il suo nome, ma non quello dell’amato.

Nei rari momenti di lucidità, Davide insegna a Giovanna le basi della pasticceria e le regala i suoi strumenti di lavoro, ma soprattutto le fa capire che mettere da parte un talento come quello che ha lei nella pasticceria, per farne un semplice hobby, è sbagliato ed è uno spreco. Giovanna a sua volta si troverà anche lei a fare una scelta per fortuna meno dolorosa di quella di Davide. Sceglie di restare con Filippo e la sua famiglia e di lasciar andare Lorenzo, ma di dare una svolta radicale alla sua vita professionale. Non senza preoccupazioni di natura finanziaria, si licenzia dall’azienda avicola per la quale lavora e caparbiamente riesce a trovare un impiego in pasticceria, nonostante sia grande d’età per fare l’apprendista. Al link che segue, potete leggere le frasi più belle di La finestra di fronte.
