Alla fine de La testimonianza, Yoel Halberstam riesce a scoprire la verità sul massacro di Lendsdorf: ritrova una lista con i nomi delle vittime e un’indicazione precisa della fossa comune, confermando così l’esistenza del sito la cui esistenza era stata negata per decenni. Tuttavia, mentre svela la verità storica, Yoel affronta anche una sconvolgente rivelazione personale: scopre che, secondo la legge ebraica, non è davvero ebreo, in quanto sua madre non lo era, e di conseguenza, neppure suo figlio e sua sorella lo sarebbero.
La storia segue Yoel, un ebreo ortodosso e storico, impegnato a sostenere le istituzioni che preservano la memoria della Shoah. Il suo lavoro lo porta a opporsi a un progetto edilizio nel comune di Lendsdorf, dove si teme possa sorgere proprio sulla fossa comune di 200 ebrei uccisi nel massacro avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale. Nonostante la controversia sul numero effettivo delle vittime, Yoel si mette alla ricerca di prove, affrontando resistenze e dubbi.

Durante le indagini, Yoel accede a testimonianze secretate e scopre quella di sua madre. Viene così a sapere che, a differenza di quanto credesse, sua madre non era ebrea: lavorava per una famiglia ebrea e, deportata con loro, si sposò con Halberstam senior, che aveva appena perso la sua prima moglie nel ghetto di Cracovia. I due sopravvissero miracolosamente e la madre di Yoel assunse l’identità della prima moglie, vivendo da ebrea per il resto della sua vita.
La scoperta sconvolge Yoel, che si trova di fronte a una profonda crisi di identità. Sua sorella si rifiuta di credere alla verità, mentre il confronto con la madre morente porta solo imbarazzo e sofferenza. Nonostante il trauma personale, Yoel continua la sua ricerca e riesce infine a trovare le prove del massacro. La verità storica viene alla luce, rivelando i lati più oscuri e disturbanti di un passato che era stato a lungo sepolto.
