Nel finale di Letto n. 6, Bianca scopre che il fantasma che tormenta la clinica è Michele, un bambino morto suicida nel 1956, figlio di Donna Letizia, la principale finanziatrice dell’ospedale. Per placare lo spirito, Bianca convince Donna Letizia a confrontarsi con il figlio defunto. Durante l’incontro, Michele, attraverso la possessione di Bianca, chiede alla madre di unirsi a lui nell’aldilà. Dopo un momento di esitazione, Donna Letizia accetta e si suicida, apparentemente ponendo fine alla maledizione. Tuttavia, nei giorni successivi, un’altra bambina viene posseduta da Michele, suggerendo che il ciclo di terrore non sia ancora concluso.
Bianca Valentino, una giovane dottoressa incinta, viene assunta come medico di guardia notturno in una clinica pediatrica gestita da religiosi. Fin dal primo giorno, Bianca inizia a percepire presenze inquietanti, in particolare quella di un bambino che occupa il letto numero 6 e che chiede insistentemente della madre. Le sue indagini la portano a scoprire che la clinica era un tempo un manicomio infantile, dove i bambini venivano sottoposti a trattamenti brutali, tra cui l’elettroshock. Con l’aiuto di Francesco, un giovane portantino, Bianca identifica il fantasma come Michele, un bambino morto suicida nel 1956. Scopre inoltre che Michele è il figlio di Donna Letizia, la principale finanziatrice della clinica. Bianca convince Donna Letizia a confrontarsi con lo spirito del figlio, sperando di porre fine alla maledizione.

Letto n. 6 è un film horror italiano del 2019, diretto da Milena Cocozza al suo debutto alla regia. La sceneggiatura è stata scritta da Michelangelo La Neve, con la collaborazione dei Manetti Bros., che hanno anche prodotto il film. Il cast include Carolina Crescentini nel ruolo di Bianca, Andrea Lattanzi come Francesco e Roberto Citran nel ruolo di Padre Severo. Il film è stato presentato in anteprima al 37º Torino Film Festival nella sezione “After Hours” e ha ricevuto recensioni miste, con alcuni critici che hanno apprezzato l’atmosfera inquietante e la regia, mentre altri hanno criticato la prevedibilità della trama.
