Alla fine del film Miracolo nella 34a strada, Kris Kringle viene dichiarato il vero Babbo Natale in tribunale grazie a un arguto stratagemma, salvando la sua reputazione e riportando la magia del Natale. Il giorno di Natale, Susan scopre che i suoi desideri si sono avverati: Dorey e Bryan si sono sposati, la sua famiglia ha acquistato la casa dei suoi sogni, e c’è la possibilità di un fratellino in arrivo.
La storia raggiunge il suo apice durante il processo contro Kris Kringle, accusato di essere mentalmente instabile per la sua convinzione di essere Babbo Natale. La svolta avviene quando Susan presenta al giudice un dollaro con la scritta “In God We Trust” cerchiata, ispirando il giudice a dichiarare che, se la fede in Dio non richiede prove concrete, lo stesso vale per la fede in Babbo Natale. Questa sentenza emoziona la città e consolida l’idea che Kris sia il vero Santa Claus.
Dopo il processo, Kris lavora dietro le quinte per unire Dorey e Bryan, che si sposano durante la Messa di mezzanotte della vigilia di Natale. La mattina di Natale, Susan trova la casa che aveva desiderato nel catalogo e scopre che Kris ha reso possibile l’acquisto grazie a un generoso bonus natalizio per Dorey. Infine, la bambina annuncia con entusiasmo il desiderio di un fratellino, e uno sguardo complice tra Dorey e Bryan lascia intendere che anche questo sogno potrebbe avverarsi. Il film si conclude quindi con un messaggio di speranza, fede e amore familiare.

Il film segue la storia di una donna pragmatica, Dorey Walker (interpretata da Elizabeth Perkins), che lavora come direttrice delle vendite speciali per il grande magazzino Cole’s Department Store a New York. Durante il parata del Giorno del Ringraziamento, Dorey scopre che il Santa Claus precedentemente assunto si è ubriacato, e viene salvata da un uomo anziano che si fa chiamare Kris Kringle (Richard Attenborough). Kris è convinto di essere il vero Babbo Natale, e viene assunto al posto del vecchio Santa Claus.
Kris ha un impatto positivo sui bambini e sui clienti, ma anche sui dipendenti del negozio. Tuttavia, quando un rivale del negozio, interpretato da James Remar, cerca di screditarlo, Kris viene arrestato con l’accusa di essere un impostore. Durante il processo, Dorey è costretta a difenderlo, sebbene all’inizio non creda nella sua identità.
Nel frattempo, la giovane figlia di Dorey, Susan (interpretata da Mara Wilson), che non crede più a Babbo Natale, inizia a cambiare idea grazie all’influenza di Kris. Alla fine, Kris è sostenuto in tribunale dal suo avvocato (interpretato da Dylan McDermott), che riesce a convincere il giudice che, se il governo degli Stati Uniti ha fiducia nell’esistenza di Dio mettendo la frase “In God We Trust” sui dollari, la gente può anche credere in Babbo Natale. Il film si conclude con Kris che fa un miracolo per Susan, facendo in modo che la sua famiglia riceva il regalo che aveva sempre desiderato.
La versione del 1994 aggiorna la storia per riflettere i valori e le preoccupazioni degli anni ’90, inclusa l’influenza dei media e delle grandi aziende. Il personaggio di Kris Kringle è reso più “umano”, con meno enfasi sulla sua misteriosa natura e più sulla sua interazione con le persone.
